Corigliano-Rossano, dal commissariato al “Primo dirigente di polizia”: ipotesi concreta

Il consigliere regionale dell’Udc Giuseppe Graziano si dice fiducioso in merito alla possibilità che il presidio della Questura venga rinforzato: «Risultato dell’unificazione dei Comuni»

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di Redazione
24 giugno 2020
14:46
Giuseppe Graziano
Giuseppe Graziano

«C’è la possibilità concreta che Corigliano-Rossano dopo l’avvenuta fusione possa vedersi riconosciuta la sede di Primo dirigente di Polizia. In un contesto generale nel quale lo Stato sta provvedendo a razionalizzare e dimensionare i presidi di sicurezza su tutto il territorio nazionale, nel nostro territorio si torna a parlare, invece, di potenziamento proprio perché, con la nascita della nuova terza città della Calabria, sono mutate le esigenze della popolazione. È l’ennesima conferma di come l’unificazione dei due grandi comuni della Sibaritide sia stato un progetto lungimirante nel quadro dei servizi e dei diritti per l’intera popolazione della Calabria del nord est».

 

È quanto dichiara in una nota il presidente del gruppo Udc in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, commentando con animo positivo la risposta pervenuta dal Ministero dell’interno ad una missiva che lo stesso consigliere regionale aveva inoltrato nei giorni scorsi per incalzare il dicastero sulla necessità di elevare di rango il Commissariato di Pubblica sicurezza di Corigliano-Rossano.


«Che la fusione di Corigliano e Rossano – aggiunge Graziano - sia stata anche uno strumento per rivendicare con più forza e autorevolezza i diritti ed i servizi scippati negli anni a questo territorio, non v’è alcun dubbio. Certo, però, queste sono rivendicazioni che vanno fatte con altrettanta autorevolezza e pervicacia nelle stanze del Governo e di tutti quegli enti che prima hanno sottratto e ora devono ritornare a ragionare in addizione per questo territorio. È così per la necessità, non più differibile, di istituire un Tribunale a servizio della Sibaritide, sul quale nei giorni scorsi abbiamo registrato – precisa - la presa di posizione forte del magistrato antimafia Nicola Gratteri. È così per tutta la complessa macchina dei presidi di sicurezza di cui il territorio ionico e Corigliano-Rossano hanno bisogno, sia per il modificato assetto istituzionale quanto per la recrudescenza criminale che sta interessando quest’area della Calabria. Allora servono soluzioni che devono essere chieste e pretese agli organi di governo nazionale. Lo sta facendo, con merito, la deputazione parlamentare del territorio ma anche l’Udc in questa causa si sta spendendo a tutti i livelli. Nei giorni scorsi, infatti, abbiamo scritto al Capo della Polizia, Franco Gabrielli, e al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per chiedere certezze sul potenziamento del Commissariato di Polizia di Corigliano-Rossano».

 

«Dal dicastero - dice il presidente Udc in Consiglio regionale - ci è stato risposto che è in atto un articolato processo di riorganizzazione delle forze di polizia che “ha comportato tra l’altro – scrivono dal Gabinetto del Ministero dell’Interno - la soppressione di 51 posti di funzione di Primo Dirigente su tutto il territorio nazionale”. Con riferimento al Commissariato di Corigliano-Rossano “anche se è attualmente previsto che l’Ufficio sia diretto da un Vice Questore, è comunque in fase di valutazione la possibilità di elevazione al rango di Primo Dirigente. In ogni caso, come evidenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il Commissariato – chiosa la nota - i cui organici saranno adeguatamente implementali in ragione della popolazione presente”. Insomma – conclude Graziano – rimaniamo speranzosi e fiduciosi. Senza, ovviamente, abbassare la guardia».

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