Grandinetti: «Ho dato mandato a uno studio legale per responsabilità banche su eventuali fallimenti»

L'ex presidente del Consiglio di Lamezia Terme: «Non possiamo leggere dai giornali di istituti bancari che hanno utili di miliardi di euro e imprese costrette a morire anche a causa loro»

11 maggio 2020
14:50

«Non riesco ad interessarmi solo delle “mie cose”.  Il mio ruolo di “vissuto” imprenditore e di ex presidente del consiglio di Lamezia Terme mi impone di raccogliere le doglianze di tanti cittadini e imprenditori costretti a chiudere davanti alla insensibilità delle tante banche e individuare possibili soluzioni». Così in una nota Francesco Grandinetti.

 

«Ho dato mandato ad uno Studio Legale per verificare l’ipotesi di corresponsabilità delle banche rispetto a prevedibili danni e fallimenti di tanti piccoli imprenditori che avrebbero potuto sopravvivere se avessero ottenuto i tanto decantati 25.000 euro garantiti al 100% dallo stato.

Senza entrare nel merito tecnico giuridico della vicenda, oggi nel mio articolo cerco di sintetizzare in modo semplice la questione.

È vero che nel decreto DL 23/20 lo Stato garantisce il 100% delle somme fino ad un massimo di 25.000 euro rapportato al 25% del fatturato dell’anno precedente? Si

È vero che fino a 25.000 euro le banche sono “esonerate” da prevalutazioni se non per la sola verifica di esistenza di sofferenze bancarie antecedenti il periodo di emergenza sanitaria? Si

È vero che i nuovi finanziamenti non possono essere usati per compensare debiti vecchi? Si

Allora se tutto è vero come è vero, delle due l’una: o il governo ha detto una serie di fandonie e deve pagarne le conseguenze, o le banche saranno corresponsabili di eventuali danni (sospensione utenze, insolvenze, fallimenti ecc) che le imprese dovessero subire dalla mancata erogazione dei 25.000 euro.

 

«Non è banale quanto sto sostenendo. Dalla mia esperienza ritengo che ogni azienda, per non chiudere immediatamente, si sia chiaramente aggrappata al decreto liquidità per far fronte al loro prossimo futuro.

Le banche (non proprio tutte per la verità!) non possono trovare motivazioni “meramente imprenditoriali” anche in periodi come questi dove tutti hanno bisogno di sostegno che lo Stato a suo dire pare abbia dato al 100%.

Io individuo sempre dalla mia semplice esperienza una serie di reati civili e penali che ho riferito ai miei legali e per i quali hanno iniziato un vero e proprio studio che metterò a disposizione gratuita di quanti subiranno danni.

Il Governo non può chiedere alle banche di mettersi una “mano sul cuore”, lo Stato deve esigere che le banche eroghino immediatamente le somme garantite al 100% senza se e senza ma, se le domande fossero conformi al decreto liquidità.

Mi appello anche a tutte le organizzazioni imprenditoriali affinché riflettano a quanto da me esposto e che da un pulpito più autorevole appoggino tale iniziativa. Oggi è doveroso da parte di tutti lottare per i nostri diritti e non risparmiare critiche alle banche al solo fine di non scontentarle per salvaguardare il raccolto del  proprio orticello.

Credo che dal dopo Covid, ogni azienda che avrà subito un danno da queste situazioni non dovrà stare zitta, dovrà unirsi per esigere i danni subiti e far “condannare” le banche insensibili e approfittatrici. Oggi i ricchi non possono diventare sempre più ricchi e i poveri sempre  più poveri. Non possiamo leggere dai giornali di Istituti bancari che hanno utili di miliardi di euro e imprese costrette a morire anche a causa loro.

Se le banche hanno smesso di fare ciò per le quali sono nate è il momento che il Governo ipotizzi la creazione di banche “nazionalizzate” che, come nel dopo guerra diventino sostegno reale all’economia del paese e non mezzo per aumentare gli utili dei soliti potentati economici.

Oggi credo - ha concluso Grandinetti . che non ci sia più spazio per rimanere indifesi e succubi, oggi si dovrà agire costi quel che costi».

guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio