Inchiesta Petrol Mafie, Tansi: «Altro duro colpo inferto alle cosche»

Il leader di Tesoro Calabria plaude all'operato del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri «che ancora una volta ci rende orgogliosi»

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di Redazione
8 aprile 2021
22:55

«Se un uomo della levatura e delle competenze giuridiche e investigative del procuratore Nicola Gratteri, in questo momento e non solo il numero uno al mondo in fatto di conoscenza e contrasto alla consorteria malavitosa tristemente nota da sempre come 'ndrangheta, ha definito la maxi-operazione odierna una sorta di Rinascita-Scott 2 per livello d'importanza, con la prima considerata la madre di tutti i processi contro la Cosa Nostra calabrese, significa che è stato inferto un altro durissimo colpo ad alcune tra le cosche più potenti e temibili della criminalità organizzata della regione. Sto parlando come ovvio di clan che non tralasciano di infiltrare alcun comparto dell'economia locale, nazionale e internazionale, inquinandola talvolta in maniera addirittura irrimediabile». Così in una nota il leader di Tesoro Calabria, Carlo Tansi.

«Stavolta - prosegue - il settore, per così dire compromesso, è quello della commercializzazione e diffusione del petrolio. Che, pensate, in base ai desiderata dei capibastone del luogo avrebbe dovuto essere portato a Vibo a bordo di mega-navi cisterna per poi essere scaricato nel porto della città in cui sarebbe stato stoccato in un grande box. Se la mafia del territorio, ma più in generale della regione, lo vuole si può quindi far sì che a Vibo attracchino anche le petroliere. Ragion per cui, dopo lo sconcerto iniziale, se non stessimo parlando di un vero e proprio dramma finora senza fine verrebbe quasi da riprendere una vecchia battuta assai insultante su di noi ovvero sulla 'Calabria Saudita', sfruttandola in chiave sarcastica per definire il progetto delle 'ndrine trasformatesi per una volta in arabi con il pallino per l'oro nero».


«Frasi più o meno spiritose a parte, plaudo ancora una volta a un altro straordinario successo del dottor Gratteri che, coordinando il lavoro di ben quattro Direzioni distrettuali antimafia ossia quella di Catanzaro di cui è a capo oltre alle Dda di Reggio, Napoli e Roma, ha sgominato un'associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata peraltro alla commissione dei gravissimi reati di estorsione; riciclaggio e intestazione fittizia di beni, per giunta aggravati dalle modalità mafiosa, nonché all'evasione dell'Iva e delle accise sui prodotti petroliferi destinati al consumo».

«Forza procuratore Gratteri, dunque, che ancora una volta ci rende orgogliosi, avendo segnato l'ennesimo prezioso gol, un atto professionale di inestimabile valore per l'intera comunità, ai danni della Piovra calabrese da centravanti fuoriclasse della legalità qual è. Ecco perché i cittadini perbene, che grazie al Cielo non sono pochi, sono a fianco a lui e lo resteranno fino all'ultimo giorno in cui sarà impegnato alla guida dei magistrati del primo grado di giudizio catanzaresi e dei loro colleghi di tutto il Distretto Antimafia».

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