Operai Enel in protesta, la solidarietà del consigliere Giuseppe Graziano

Il capogruppo dell'Udc: «Abbiamo necessità di capire cosa vuole fare una delle società più importanti al mondo in questo territorio»

di Redazione
12 maggio 2020
16:24
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«La vertenza di Carmine Pontelli e Davide Agrippino è la rivendicazione del diritto al lavoro comune a tanti padri di famiglia della Sibaritide e di Corigliano-Rossano che, dopo aver lavorato una vita a servizio di una grande azienda come Enel, oggi si trovano messi alla porta, senza alcuna prospettiva. Rimango convinto che il futuro di questo territorio e della terza città della Calabria debba passare anche attraverso una serrata concertazione con la holding energetica che, dopo il fallimento del progetto Futur-E (ammesso che ci sia mai stato un progetto Futur-E per la centrale di Cutura-Sant’Irene), ha praticamente deciso di abbandonare quest’area, a due passi dal mare, lasciandoci sopra un ecomostro di lamiere, amianto e cemento armato. Questo non lo consentirò».

 

È quanto dichiara il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, solidarizzando con i due operai che da ieri stanno presidiando le ciminiere della centrale elettrica turbogas di Corigliano-Rossano dopo che l’azienda dell’indotto con la quale erano assunti, dopo 36 mesi di lavoro, li ha licenziati.

 

«Ho già preso contatti con i vertici di Enel – dice Graziano – affinché si possa presto addivenire ad una soluzione lavorativa concreta per i due lavoratori che rivendicano un sacrosanto diritto. Anche se il problema è ben più ampio e riguarda migliaia di persone e famiglie del territorio».

 

«Oggi – aggiunge il consigliere regionale – abbiamo necessità di capire cosa vuole fare una delle società più importanti al mondo in questo territorio. Ci preoccupano i silenzi sul futuro dell’impianto. Enel vuole abbandonare il sito? Benissimo, che presenti allora, con urgenza, un piano di caratterizzazione e bonifica dell’impianto perché nessuno pensi che qui, dopo 40 anni di produzione intensiva e di inquinamento, si possano “levare le tende” a cuor leggero lasciando un territorio, il cui sviluppo è stato pesantemente vincolato dalla presenza dell’impianto, senza averlo prima ripulito e riportato allo status quo ante».

 

«Se poi Enel – precisa ancora Graziano - ha altri progetti di rilancio, anche parziale, della centrale è giusto che ne parli ai cittadini del territorio, che si confronti con le istituzioni locali e con la Regione Calabria perché questo sito ha rappresentato uno dei poli di sviluppo più importanti nel contesto calabrese. Non consentiremo che vengano assunte decisioni senza la indispensabile concertazione con il territorio. E non accetteremo nemmeno difetti di comunicazione, così come sono avvenuti in passato quando si paventava una riconversione a carbone del sito. Una cosa è certa il polo industriale di Cutura-Sant’Irene va bonificato con urgenza considerato che quelle torri in cemento armato alte più di 200 metri non hanno più ragione d’esistere. E anche la bonifica – conclude – crea tanti posti di lavoro. Enel si dia da fare».

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