Recovery Fund, il Movimento 24 agosto ai sindaci: «Agire in fretta e bene»

Il sodalizio in una nota: «Assumere giovani con competenze specifiche. Una esigenza che avrebbe il doppio vantaggio di offrire una opportunità ai tanti meridionali laureati costretti a emigrare e di far fare agli enti locali del Sud un salto di qualità»

di Redazione
18 febbraio 2021
11:08

«La gran parte dei soldi del Recovery Fund, più della metà, sarà gestita dai Comuni, che specie al Sud, però, non hanno né personale né risorse, né uffici adeguati per produrre progetti, e spendere somme tanto ingenti (già faticano, spesso, con l'ordinaria amministrazione). Solo in secondo piano vengono governo centrale e Regioni».

È quanto dichiarato dal Movimento 24 Agosto per l'Equità Territoriale, che «sulle quote di Recovery Fund spettanti al Sud (circa il 70 per cento, ovvero 145 miliardi dei 209 totali) ha prodotto lo studio poi recepito e riadattato dalle Regioni e altre istituzioni, promuove un'azione concertata e condivisa fra i sindaci del Sud, per impedire che l'insufficienza delle strutture faccia perdere un'occasione storica, e forse risolutiva, di crescita. A far notare che questo aspetto del Recovery Fund viene come minimo sottovalutato, è stato il professor Gianfranco Viesti, docente di Economia applicata all'Università di Bari. L'inadeguatezza delle amministrazioni comunali, specie nel Mezzogiorno (non è vero che sono pletoriche, rispetto a quelle del Nord: vero il contrario; in più l'età media dei dipendenti al Sud, per lo scarso rinnovamento del personale è più alta, i contratti più frequentemente precari, in percentuale più alta a tempo determinato)».


«La questione è così seria, che nel pur breve brano dedicato al Sud del suo discorso al Senato e in riferimento al Recovery Fund, il neo presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha detto che bisogna “irrobustire le amministrazioni meridionali”.
Una sfida dai tempi stretti: entro aprile bisogna essere pronti. Per questo i sindaci devono agire in fretta e bene e il M24A-ET li sta organizzando, specie in Calabria. Come il professor Viesti ha fatto osservare nella conversazione in diretta con Pino Aprile dai canali del M24A-ET, non solo è necessario irrobustire (per usare il termine scelto da Draghi) le amministrazioni del Mezzogiorno, ma assumere giovani con competenze specifiche e in posizioni dirigenziali. Una esigenza che avrebbe il doppio vantaggio di offrire una opportunità di valore ai tanti giovani meridionali laureati costretti a emigrare e di far fare agli enti locali del Sud un salto di qualità, ponendoli in grado di sfruttare al meglio le occasioni offerte dal Recovery Fund e non solo».

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