Regionali, Cufone (Idm): «Dopo tanti disastri i calabresi si aspettano il vero cambiamento»

La Coordinatrice Regionale Giovani di Italia del Meridione contro il «far discendere dall’assetto del governo nazionale schemi di alleanze da applicare alla Calabria»

di Redazione
17 dicembre 2020
13:05

«Sarà una campagna elettorale difficile, condizionata dalle misure emanate dal governo per fronteggiare la pandemia, ma non può essere una ragione per dare vita ad una campagna elettorale clandestina, affidata ai retrobottega della politica, alle consorterie partitiche, alle lobby dell’assalto alla diligenza della spesa pubblica». Così in una nota Francesca Cufone, Coordinatrice Regionale Giovani di Italia del Meridione

 


«Dopo il massacro mediatico subito dalla Calabria per il disastro della sanità calabrese e per le nomine commissariali fatte dai governi, a trazione PD prima e M5Stelle dopo - si legge nella nota -, il confronto si deve svolgere in campo aperto per come si può e per come le circostanze consentono. Se qualcuno intende far discendere dall’assetto del governo nazionale schemi di alleanze da applicare alla Calabria non ha capito il bisogno di cambiamento che i calabresi si aspettano dopo le vergogne cui sono stati esposti.

Serve una proposta politica nuova , fuori dai vecchi schemi, capace di interpretare la grande battaglia che il Sud è chiamato ad affrontare per mettere fine alle diseguaglianze, alle discriminazioni, alle penalizzazioni che subisce da decenni a favore del nord ricco, produttivo, benestante e beneficiario dei miliardi della spesa pubblica sottratti al Sud».

 

E ancora: «Non risulta che il PD abbia mai sollevato il problema delle risorse sottratte al Sud a beneficio del Nord, degli asili nido negati ,delle infrastrutture mancanti, dell’alta velocità privilegio del centro-nord , della prevaricazione della “spesa storica” nei confronti del sud alla quale il PD ha sempre risposto con una vile e rassegnata sottomissione agli interessi del nord.

Quanto ai 5Stelle , forza di maggioranza in Parlamento e nei due governi presieduti da Conte, non risulta che in due anni abbia mai posto il problema dei differenziali Nord-Sud , delle risorse sottratte , dell’imbroglio della spesa storica. Si dirà che non hanno ancora maturato conoscenze e competenze al riguardo, paghi delle indennità parlamentari guadagnate a quel colossale voto di scambio realizzato soprattutto al Sud col reddito di cittadinanza.

È tempo di aprire nuovi percorsi, di porsi obiettivi precisi , di restituire dignità alla politica e a chi la rappresenta. Italia del Meridione va da anni tessendo pressoché in solitaria la tela di una nuova battaglia meridionalistica , senza lamenti e cappello in mano. È una battaglia di diritti negati a fronte di una Costituzione che li garantisce».

 

«Guardiamo con favore al presidente della Campania Vincenzo De Luca che mette in cantiere “una spedizione contro il nord”, una sommossa non violenta delle regioni meridionali per reclamare ciò che attendiamo ormai da troppi anni, una battaglia territoriale che riscriva il destino del Meridione e quindi dell’intero Paese, al di là delle logiche di appartenenza, mettendo da parte colori e bandiere. Ci viene offerta dall’Unione Europea l’opportunità del Recovery Fund che consente di mettere riparo a tutti i differenziali nord-sud, investimenti, infrastrutture, ospedali, scuole, asili nidi, welfare, blocco dell’emigrazione intellettuale giovanile, diseguaglianze di genere. Tutti temi sui quali IdM ha costruito la sua “Mission” politica. È tempo insomma del coraggio e della responsabilità. Creare la valida alternativa politica che di fatto non sussiste in quanto partiti, burocrati di apparato, commissari inviati da Roma e politicanti che hanno vissuto e goduto di rendite di posizione vanno messi da parte e resi inoffensivi . C’è bisogno dei Calabresi per bene , onesti , rispettosi delle leggi che non vogliono rassegnarsi: quel medesimo 60 per cento che da tempo si astiene dal voto perché non si sente parte integrante di questo Paese, lasciando campo libero alle cordate di potere con clientele al seguito che portano la responsabilità di aver ridotto la Calabria, numeri alla mano - conclude Cufone -, a regione disastrata per qualità dei servizi e risorse dissipate».

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