Risorse Por, Biondo (Uil): «Covid non è giustificazione, i fondi non vadano perduti»

Il segretario generale di Uil Calabria chiede alla Regione un confronto sulla programmazione degli interventi da attuare per dare risposte al mondo del lavoro

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27 ottobre 2020
10:42
Santo Biondo
Santo Biondo

Il segretario generale dell’Uil Calabria Santo Biondo, in una nota, chiede alle istituzioni competenti un chiarimento serio e conciso sulla riprogrammazione del Programma Operativo Regionale (Por) 2014/2020, affinché i fondi non vadano dispersi.

 


«La giunta regionale deve dare conto di come si stanno riprogrammando queste risorse, perché non è accettabile che queste risorse possano essere ridestinate solto attraverso un ragionamento fra pochi intimi».

 

Il sindacato sostiene che le risorse, le uniche a cui poter attingere in maniera celere, debbano essere discusse con il partenariato e finalizzate ad un aiuto concreto, non si deve correre il rischio «di un disimpegno, o ancora peggio di un errato investimento».

 

Come per il Recovery found, il governo centrale, deve rispettare quello che le norme prescrivono e anche l’amministrazione regionale deve seguire la strada giusta. «Non siamo per nulla convinti - continua Biondo - che la direzione intrapresa di questo governo regionale provvisorio sia quella giusta, al contrario sosteniamo la necessità di avviare un ampio e rapido ragionamento finalizzato a indirizzare questi fondi su interventi di sistema che diano risposte al mondo del lavoro, del precariato, degli autonomi e di tutte quelle fasce deboli della società calabrese che rischiano di rimanere schiacciate da una crisi economica senza fine e dalle conseguenze negative provocate dall’emergenza Coronavirus».

 

Continua dichiarando che «in questo delicato momento storico, sia necessario investire massicciamente sul mondo dell'istruzione e che per fare questo i 42 milioni di euro messi in programmazione siano poca cosa – e che il problema della diseguaglianza minorile sia - un fenomeno che sta creando sacche di insostenibile disagio e rischia di segnare il passaggio generazionale all’interno della nostra regione».

 

L’organizzazione sindacale conclude chiedendo al Consiglio regionale, che si riunirà il 10 novembre, di «stimolare il governo regionale ad un confronto aperto, rapido e costruttivo su questa delicata tematica e sul futuro della Calabria».  

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