A Crotone è fuga dalla Lega, in 50 vanno via: «Partito irriconoscibile»

In una lettera aperta ex iscritti ed ex candidati contestano l’espulsione di Cerrelli e Cavallo, criticano l’operato dei commissari e accusano: «Davamo fastidio agli eterni mendicati della politica» 

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di Redazione
8 giugno 2021
15:19

Emorragia di iscritti dalla Lega di Crotone: in 50 - tra tesserati ed ex candidati ultime amministrative - lasciano il partito di Matteo Salvini, che ritengono ormai allo «sbando», non condividendone la gestione della sezione pitagorica dopo il commissariamento e contestando la recente espulsione di Giancarlo Cerrelli e Marisa Luana Cavallo, avvenuta «senza nemmeno il rispetto delle più elementari norme di garanzia previste dallo Statuto del partito». Nei giorni scorsi, per gli stessi motivi, aveva lasciato anche Francesco Pariano, responsabile regionale della Lega Giovani, che lamentava, tra l'altro, la «totale emarginazione e, dunque, la distruzione del gruppo storico della Lega di Crotone, da parte del Commissario Regionale, Giacomo Saccomanno, e da parte del Commissario Provinciale, Cataldo Calabretta».

«Era un partito vitale»

In una lunga lettera, gli ormai ex iscritti, «rimasti delusi dalla nuova dirigenza regionale e provinciale», ripercorrono la storia della Lega a Crotone: dalla fondazione nel 2018 con Cerrelli all’elezione di Cavallo, primo consigliere comunale della città pitagorica, passando dalla «buona affermazione della Lega alle Regionali di inizio 2020». Fino al commissariamento, sostengono i firmatari della missiva, era evidente «la vitalità di un partito che faceva parlare di sé ed era presente ovunque con l'allestimento di gazebo e tante altre iniziative».


In poco tempo, «la Lega era ormai cresciuta, era diventata un partito di tutto rispetto e proprio per questo incominciava a destare l'attenzione e gli appetiti degli eterni mendicanti della politica. Si incominciarono a vedere volti nuovi, di persone senza un retroterra culturale o politico che giustificasse la loro presenza, a parte l'eterna, vergognosa caccia a prebende o a rendite parassitarie».

«Colpiti da un meteorite»

Il declino del partito, sarebbe iniziato con la decisione di commissariare la sede pitagorica: «Questi ultimi arrivati hanno capito che il gruppo storico della Lega poteva costituire un ostacolo per le loro ambizioni ed hanno deciso di farlo fuori, purtroppo con l'aiuto, inconsapevole, dei vertici del partito. Tutto è iniziato con l'azzeramento delle cariche a Crotone e provincia e con l'affidamento delle stesse cariche a persone sconosciute o quasi, che ai leghisti di Crotone sono apparse come piovute dal cielo, come un meteorite che cade a caso su un punto qualsiasi del pianeta Terra, e qui precipitate per non si sa quale scherzo o quale merito recondito o sconosciuto».

L’espulsione

La decisione di commissariare la Lega di Crotone è stata più volte contestata dai leghisti crotonesi della prima ora e la stessa Cavallo si oppose pubblicamente al provvedimento, che per i vertici del partito, però, si sarebbe reso necessario per sedare la continua litigiosità interna. Più di recente, un gruppo di iscritti aveva indirizzato una lettera a Matteo Salvini, in cui si criticava anche l’operato del commissario provinciale Cataldo Calabretta. È stata proprio quella missiva a decretare l’espulsione – illegittima secondo i destinatari del provvedimento – di Cerrelli e Cavallo, che erano tra i firmatari.

I 50 ex iscritti ed ex candidati, oggi, rivendicano il diritto di «muovere qualche critica, magari anche forte, ai nuovi arrivati perché eravamo convinti che in un partito democratico fosse lecito muovere delle critiche e che queste costituissero il sapore della vita politica. Ma ormai non era più così. La risposta è stata immediata e brutale: espulsione dalla Lega di Cerrelli e Cavallo, senza nemmeno il rispetto delle più elementari norme di garanzia previste dallo Statuto del partito».

I firmatari della missiva, hanno dunque deciso che «non vale la pena restare» in un partito ormai «allo sbando» e «irriconoscibile, qual è quello che comanda oggi a Crotone», in cui «non ci si vergogna di mostrare i muscoli per far capire chi comanda, con metodi brutali che si addicono ad altri ambienti e ad altre organizzazioni».

I firmatari

Ezio Scaramuzzino
Giovanna Mangone
Giovanna Monteleone
Antonella Policastrese
Maria De Franco
Angelo Zurlo
Giuseppe Gallo
Vincenzo Godano
Nicola Fulvi
Francesco Pignolo
Salvatore Salatino
Giuseppina Anania
Antonio Gerace
Antonio Macrì
Claudia Marrazzo
Vincenzo Panucci
Maurizio Gabriele
Luciano Gabriele
Danila Bonaccio
Teresa Spanò
Francesca Tedeschi
Caterina Perrone
Raffaele Ocello
Adriano Scicchitano
Filomena Foggia
Cesare Zingarone
Antonio Federico
Francesco Nocera
Fabio Gaudio
Giorgio Scolieri
Caterina De Luca
Maria Teresa De Cicco
Anna Sellaro
Alberto Perazza
Francesco Pariano
Massimiliano Lamberti
Franco Bonaccio
Monia Bonaccio
Giuseppe Serrao
Marinella Cavallo
Mario Magnelli
Rosaria Rizza
Salvatore Amoruso
Salvatore Derna
Antonella Rizzuto
Marcello Scerra
Teresa Galdieri
Antonio Federico (Scandale)
Salvatore De Rito
Serafina De Paola
Domenico Valente

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