La puntata

A Perfidia Furgiuele definitivo su Spirlì: «Fuori per scarsi meriti». E Bruni ostenta sicurezza: «Io eleggibile»

VIDEO | Il deputato della Lega scarica l’ex facente funzioni in nome dell’autorevolezza e dei risultati e mancati. La scienziata lametina esclude pericoli per la sua permanenza in Consiglio: «Il mio caso non rientra nella previsione normativa». Cirillo (Coraggio Italia): «Siamo a disposizione di Occhiuto» (ASCOLTA L'AUDIO)

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11 novembre 2021
11:02

“Insieme a te non ci sto più” risuona nello studio di Perfidia che celebra il congedo di Nino Spirlì – immortalato tra i drappi istituzionali con il solito scialle amaranto d’ordinanza - dalla Regione Calabria e anche da Roberto Occhiuto che – sottolinea in apertura di trasmissione Antonella Grippo – ha già mostrato il decisionismo che contraddistinguerà il suo mandato, soprattutto all’indomani dell’azzeramento di alcuni dipartimenti regionali.

Bruni (Misto): «L’ineleggibilità è un falso problema»

Pronti via, e la conduttrice va subito dalla sua ospite Amalia Bruni, per chiedere spiegazioni circa le voci che la vorrebbero ineleggibile per aver violato di 2 giorni il termine per l’aspettativa lavorativa obbligatoria per candidarsi. Ma per la Bruni il problema non si pone: «Ero in ferie quel giorno. Io sono un dirigente facente funzione di struttura complessa al Centro regionale di neurogenetica e avendo una convenzione con l’Azienda sanitaria è mio compito proporre queste determine. Il fatto che non fossi in aspettativa cambia completamente il quadro, perché con l’aspettativa sei completamente sospeso. Ma non c’entra nulla il tema dell’aspettativa. La normativa recita di una ineleggibilità per quelli che sono direttori generali, direttori amministrativi, direttori sanitari quindi posizioni organizzative che hanno ruolo nel poter eventualmente determinare consenso in una direzione o nell’altra. Ma poi, ci sono anche sentenze in questo senso, come quelle della Cassazione del 2007 e del 2014».


Dunque, per lei, che si rifà anche alle verifiche delle Commissioni elettorali prima della proclamazione, il problema non si pone, come non si pone anche in relazione alla scelta di come e dove stare a Palazzo Campanella: «La scelta di stare nel gruppo misto riguarda una presa di posizione armonica ed equidistante da tutti perché c’è un 8% di calabresi che ci hanno votato e non sarebbero rappresentati».

Furgiuele (Lega): «Spirlì non confermato? Ha prevalso la meritocrazia»

Nino Spirlì è stato impallinato dalle sue inadempienze, dai duecento milioni di fondi covid persi, dalle sue discusse e surreali esternazioni che in politica dovrebbero essere meglio calibrate, o è stato trafitto dai coltelli della fronda interna della Lega? Sei tu l’assassino politico di Spirlì?
La domanda è diretta e senza tanti fronzoli. La Grippo, che in questo è maestra, la rivolge a Domenico Furgiuele, deputato leghista, collegato con lo studio di Perfidia - tra gli altri anche Massimo CanaleCaterina Collovati, e Francesco Forciniti - via Skype.

«Non credo che Nino sia stato impallinato o accoltellato. Si tratta semplicemente dell’ulteriore dimostrazione del nostro partito che ha basato la scelta dei soggetti che devono rappresentarlo solo sulla scorta di valutazioni di ordine numerico, meritocratico. Abbiamo cercato di dare il massimo della qualità rispettando anche i numeri espressi sul territorio. Tilde Minasi ha esperienza, è stata già capogruppo e saprà fare bene. Nino Spirlì lo ringraziamo per quello che ha fatto in questo anno e mezzo difficile che ha visto la Calabria soffrire per la perdita di Jole Santelli e la pandemia».

La verità – ha aggiunto poi Furgiuele - è che il partito è organizzato sul territorio ed ha un Commissario regionale che ha fatto delle liste che hanno retto la flessione di carattere nazionale che inevitabilmente dopo un lungo percorso di crescita può arrivare e che ha subìto un’ulteriore flessione dovuta a difficoltà in cui si è ritrovato Nino Spirlì, che ha provato ad affrontarle pur non avendo l’esperienza giusta. «Adesso in ambito regionale abbiamo un Commissario che può vantarsi dell’elezione di 4 persone, e con lo stesso stiamo lavorando con il direttivo regionale. Il ruolo che avrà Spirlì non lo so, e nel prossimo futuro saremo ben contenti di collaborare con lui da un’altra postazione».

La domanda però è anche: perché Salvini non ha difeso il famoso ticket?
«Il nostro segretario ha optato per una scelta di buonsenso. Si può cambiare idea soprattutto sulla scorta di dati e se voi vedete la distribuzione delle deleghe che ci sono state offerte dal presidente si evince che è stato rispettato per la prima volta il territorio della circoscrizione centrale, in particolare la provincia di Catanzaro, con la figura autorevole di Filippo Mancuso, stessa cosa per la prima donna dei non eletti che ha un’esperienza amministrativa da rispettare. Ringraziamo la collaborazione e il contributo di chi ha preceduto questa giunta ma si evince ad occhio nudo la notevole differenza di autorevolezza dei soggetti che sono stati messi da Occhiuto rispetto a chi l’ha preceduto».

Canale (Pd): «Occhiuto? La montagna ha partorito il topolino»

Quando la Grippo chiede un giudizio sulle scelte di Roberto Occhiuto, Massimo Canale, autorevole esponente del Pd, non si sottrae dando una doppia lettura alla vicenda giunta regionale: «Registro una sorta di strabismo. Da un lato Occhiuto rappresenta una rivincita della politica, ma si può dire che la montagna partorisce il topolino. Non giudicherò gli assessori sulla base delle loro parentele o del pregresso. Minasi è stata assessore inamovibile del modello Reggio, la Princi non capisco perché da educatrice affianca, tra le deleghe, il Bilancio all’Istruzione. Ripeto, saluto il ritorno alla politica, ma mi pare che cotanto presidente non si sottrae al solito gioco delle nomine di assessori che non rappresentano, almeno sulla carte, quella spinta innovativa che ci si aspettava da lui».

Cirillo (CI): «Ci fidiamo di Occhiuto»

Anche Salvatore Cirillo, eletto consigliere nella circoscrizione sud con Coraggio Italia, come Furgiuele, vede il bicchiere pieno, e mostra di aver fiducia nel nuovo presidente della Regione, che però, alla fine, non ha compreso il partito di Brugnaro: «Con il nostro 6% siamo stati la sorpresa. Abbiamo discusso molto con Occhiuto. Siamo a disposizione. Ci toccava un posto in giunta con 20mila voti dietro la Lega. Non abbiamo forzato la mano perché crediamo che non serva un posto per lavorare bene. In ogni caso, il presidente ci ha chiamato perché ci sono incarichi importanti da ricoprire».

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