Consiglio regionale, dopo 6 mesi via alle Commissioni: è subito polemica

Si parte con quella alle Riforme dove si insedia alla presidenza Sainato eletto in Fratelli d'Italia e passato oggi in Forza Italia, mentre la Sculco non si dimette scatendando l'ira di Bevacqua

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di Riccardo Tripepi
24 luglio 2020
18:10

Palazzo Campanella sei mesi dopo. Tanto ci è voluto perché si arrivasse all’insediamento delle Commissioni. E il giorno dell’esordio non è stato avaro di sorprese. Ad aprire le danze ci ha pensato la Commissione “Riforme” con la presidenza di Raffaele Sainato che eletto mentre era di Fdi si insedia dopo il passaggio in Forza Italia scatenando il putifierio nella coalizione di centrodestra e dentro il partito di Giorgia Meloni che adesso si ritrova ad avere una solo presidenza nonostante gli accordi iniziali, mentre Forza Italia se accaparra tre oltre alle presidenze di giunta e Consiglio.

Sculco tiene la posizione

Subito dopo è la volta della Commissione “Bilancio” con Flora Sculco che dopo le polemiche degli scorsi giorni mantiene la posizione e non si dimette rimanendo quindi vicepresidente in quota Democratici e Progressisti. «Sono stata eletta di questa Commissione in Consiglio regionale in quanto consigliere regionale di minoranza e di opposizione voglio chiarire questo aspetto per evitare che si possano creare confusione. Sono e resto consigliere di centrosinistra perché così hanno decretato gli elettori lo scorso 26 gennaio».

La protesta di Bevacqua

Il riferimento è all’intervento in apertura dei lavori del capogruppo del Pd Domenico Bevacqua il quale ha affermato che la vicepresidenza è da considerarsi in quota centrodestra. «Ho chiesto che mi venisse data la parola prima che si entrasse nel merito dei punti all’ordine del giorno per contestare al presidente Neri la mancanza di qualsiasi minimo riferimento alla lettera inviata al presidente Tallini e alla dirigente dell’Assemblea nella quale si chiedeva l’applicazione del comma 4 dell'art 30 che assegna alla minoranza la vicepresidenza della Commissione. - ha spiegato Domenico Bevacqua - Ho ricordato nell’occasione anche l’arroganza della maggioranza che aveva eletto nella seduta del Consiglio per le elezioni dei presidenti anche i vice, i quali a loro volta si erano dimessi, ad eccezione della collega Sculco. Pertanto, la riconferma – asserisce Bevacqua- da parte della Commissione della collega Sculco quale vice presidente della Commissione, non è indicazione della minoranza ma della maggioranza. Quindi prendo atto del fatto che oggi si sia insediata una Commissione dove il presidente e il vice sono espressione della maggioranza. La minoranza non può, pertanto, accettare una simile indicazione che sicuramente porterà ad una riflessione nell’ambito degli rapporti tra maggioranza e minoranza e in seno alla stessa minoranza».

Rimangono tesi i rapporti tra Pd e Dp

Lo stesso Bevacqua aveva chiesto un allineamento delle posizioni tra i gruppi del centrosinistra. «Credo che Bevacqua abbia alzato troppo i toni – afferma Sculco - Sia il Pd che i Democrarici e Progressisti siedono con pari dignità in Consiglio regionale. Vorrei ricordargli, a proposito del termine “allineare”, che non siamo in una caserma e non c’è nessun caporal maggiore che impartisce ordini o dà disposizioni».

Giornalista
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