Annullato lo scioglimento di Lamezia. Mascaro: «Riscattato l'onore di una città»

VIDEO | Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del sindaco della città. Ad annunciarlo il sindaco con un post su facebook: «Merito di una comunità che ha contrastato e contrasta quotidianamente il malaffare»

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di Redazione
22 febbraio 2019
11:55
Paolo Mascaro,sindaco di Lamezia Terme
Paolo Mascaro,sindaco di Lamezia Terme

Arriva il colpo di scena. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro contro lo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme. A scriverlo in un post direttamente il primo cittadino su Facebook: «Riscattato l'onore di una Città. Merito di una magistratura che ha combattuto e combatte la criminalità debellandola e sconfiggendola. Merito di una comunità che ha contrastato e contrasta quotidianamente il malaffare. Merito di tante donne e di tanti uomini liberi che dedicano e sacrificano, con coraggio e passione, la loro vita per il territorio che amano. Viva Lamezia, sempre e per sempre».

 

In uno dei passaggi del provvedimento si legge che «gli atti gravati non sono riusciti ad evidenziare, per assenza di univocità e concretezza delle evidenze utilizzate, la ricorrenza di un'alterazione del procedimento di formazione  della volontà degli organi elettivi ed amministrativi, tale da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali e provinviciali in quanto tesa a favorire o a non contrastare la penetrazione della suddetta criminalità nell'apparato amministrativo».

 

La decisione di sciogliere gli organi elettivi del Comune di Lamezia Terme, quarta città della Calabria per numero di abitanti, era stata deliberata il 22 novembre del 2017 dal Consiglio dei ministri, su proposta dell'allora ministro dell'Interno Marco Minniti, determinando la decadenza dell'amministrazione di centrodestra guidata da Mascaro. Nella stessa circostanza era stato deciso il commissariamento di altri 4 comuni calabresi, Cassano Ionio (Cs), Isola Capo Rizzuto (Kr), Marina di Gioiosa Ionica (Rc) e Petronà (Cz). Per Lamezia Terme si trattò del terzo commissariamento, dopo quelli del 1991 e del 2002, sempre per infiltrazioni mafiose.

 

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