Arresto Battisti, è bufera per le dichiarazioni dell'ex deputato Caruso

Il già parlamentare di Rifondazione comunista e attuale docente di sociologia all’università di Catanzaro attacca: «Il carcere è rieducazione, non vendetta». La replica del sindacato di polizia: «Sollevatelo dall’incarico»

di Redazione
14 gennaio 2019
14:28

Una ridda di polemiche ha accompagnato il ritorno in Italia di Cesare Battisti, catturato in Bolivia e atterrato questa mattina a Roma. Tra queste spiccano le dichiarazioni dell’ex deputato di Rifondazione comunista e docente di sociologia all’università di Catanzaro, Francesco Caruso, il quale ha affermato all’AdnKronos: «A distanza di 40 anni da episodi del tutto deprecabili, questo accanimento, questo scalpo da portare in dote di questo ormai quasi settantenne mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l'odio e il rancore di questi signori al governo».


Per Caruso, il terrorista dei Pac «ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent'anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall'articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama “rieducazione”, non “vendetta”. Questo esisteva nelle società pre-cristiane...».


Alle dichiarazioni di Caruso fanno seguito quelle del segretario nazionale del sindacato di polizia Fsp, Giuseppe Brugnano: «Basta dare voce ai cattivi maestri nelle nostre università – ha tuonato -. Chiediamo al rettore dell'Ateneo di Catanzaro di sollevare dalla cattedra di sociologia Francesco Caruso. Il “sovversivo a tempo pieno” con la giacca da professore, ex antagonista in veste radical chic, rappresenta un pericolo per la sana formazione dei giovani».


«Secondo il professore Caruso - prosegue Brugnano - Battisti non dovrebbe andare in carcere, perché ciò servirebbe solo a ripagare l'odio e il rancore di chi oggi è al governo. Non ci sarebbe logica punitiva, infatti, nel mandare in carcere quelli che lui definisce prigionieri politici di una guerra civile finita 40 anni fa, ma che altro non sono che spietati assassini, che hanno seminato sangue e dolore. Con la stessa logica Caruso dovrebbe affermare che non c'è motivo di perseguire i crimini del nazismo ad oltre settant'anni dalla sua caduta, né di tenere in carcere i responsabili delle stragi di matrice fascista. Ma questo Caruso non lo dirà mai, perché per lui l'ideologia comunista e solo essa può rappresentare una scriminante, persino dell'omicidio. Noi - conclude Brugnano - siamo felici per l'arresto di Battisti, e auspichiamo che possa finalmente godere dell'ospitalità di carcere, non per vendetta, non per rancore, ma per rendere giustizia alle sue vittime e al dolore delle famiglie».

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