Asp Cosenza in cerca di revisori. Ma ha già i suoi e quelli della Kpmg

Il commissario La Regina vorrebbe nuovi professionisti esterni che verifichino l'attendibilità dei conti e del fondo rischi nei bilanci 2018 e 2019: un incarico ricoperto da altri e che si concluderà tra sei mesi, quando i consuntivi dovranno già essere approvati

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di Camillo Giuliani
29 marzo 2021
14:53

All'Asp di Cosenza non c'è due senza tre. Così al collegio dei revisori e agli uomini della Kpmg già impegnati nella verifica dei conti aziendali potrebbero presto aggiungersi ulteriori rinforzi dopo la pubblicazione di una manifestazione di interesse «per l’affidamento della fornitura di un servizio di revisione contabile». Oggetto dell'analisi: i conti economici del 2018 e 2019, con un occhio di riguardo a quel fondo rischi e oneri che ha fatto drizzare le antenne negli ultimi mesi alla Corte dei Conti e alla Procura cittadina.
Per l'esattezza, il compito richiesto è di arrivare a «una relazione di revisione sui prospetti» appena citati; toccherà passarli al setaccio utilizzando «i criteri previsti dai principi di revisione internazionali» e giudicare se i conti «siano stati redatti in tutti gli aspetti significativi in conformità ai criteri illustrati nelle note esplicative agli stessi» o meno. Spesa preventivata: 213mila euro, Iva esclusa, per un lavoro della durata di sei mesi. Dettaglio a margine: i bilanci del 2018 e del 2019 il commissario straordinario dell'Azienda sanitaria, Vincenzo La Regina, deve approvarli molto prima, cosa che non hanno fatto i suoi sette predecessori degli ultimi tre anni.

Tempistiche che non tornano

È proprio La Regina a indire la manifestazione, con la prospettiva che, se le adesioni dovessero arrivare, si passi poi all'affidamento del servizio. Tutto nei prossimi giorni, perché il tempo stringe. Meno di quanto sembri, però, se si dovessero attendere i sei mesi dell'eventuale verifica extra per approvare i tanto attesi bilanci, tant'è che il consigliere regionale Carlo Guccione, dopo aver letto la delibera del commissario, teme che l'ok ai due consuntivi possa avvenire «solo dopo un anno». Come si concilierebbe col fatto che La Regina «con Dca n. 21 del 10 febbraio 2021 ha sottoscritto l’assegnazione degli obiettivi di mandato» e tra questi ultimi c’è quello «di approvare, entro 90 giorni dalla nomina, i bilanci aziendali relativi agli esercizi già conclusi»? Il termine, in effetti, scade tra qualche settimana, quasi in contemporanea con quello della manifestazione d'interesse rivolta agli ulteriori revisori.


I problemi irrisolti

Guccione ne ha anche per loro. O, meglio, chiede lumi sulla necessità di spendere altri soldi per servizi già offerti da altri, esterni lautamente pagati inclusi. Non che le finanze dell'Asp siano questione facile da affrontare. In via Alimena, secondo il democrat, è «il caos organizzato» a regnare: «Ho presentato interrogazioni per chiedere conto dell’ammontare del contenzioso che risulterebbe di oltre un miliardo di euro, ma la cosa più grave è la mancanza dell’inventario dei beni mobili e immobili. A questo – prosegue - bisogna aggiungere doppi e tripli pagamenti di una stessa fattura, spese legali e il fatto che a tutt’oggi non siano stati approvati i consuntivi 2018 e 2019, nonostante all’Asp di Cosenza si siano succeduti ben sette commissari».

Melius abundare...

Un quadro del genere parrebbe giustificare la ricerca di rinforzi, se non fosse che ricorrere ad altri esterni per la revisione di quei conti sembrerebbe «una sorta di duplicazione dei compiti del Collegio dei revisori» composto da un rappresentante della Regione Calabria, uno del ministero della Salute e uno di quello dell’Economia. E, soprattutto, che dal 2009 ad oggi la Calabria ha pagato al colosso Kpmg poco più di 11 milioni di euro per occuparsi anche della «assistenza nella predisposizione dei bilanci» delle aziende del Sistema sanitario pubblico locale fornendo, recita il contratto, «supporto nelle analisi e nelle verifiche dei dati aziendali per il processo del debito e per il monitoraggio gestionale e contabile». L'ammontare del deficit della Sanità calabrese, specie quella reggina e cosentina, però non lo conosce ancora nessuno. Nel frattempo si pensa a nuovi consulenti per scoprirlo.

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