«Balletto osceno»: le reazioni alla rinuncia di Gaudio a commissario della sanità

Da destra a sinistra la politica calabrese commenta il rifiuto dell'ex rettore della Sapienza alla nomina del Governo

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di Redazione
17 novembre 2020
15:52
Eugenio Gaudio
Eugenio Gaudio

Eugenio Gaudio non accetta l'incarico di commissario alla sanità calabrese e subito si scatenano le reazioni della politica locale, da destra a sinistra. 

Parentela (M5s): «Governo dia risposte ai calabresi»

«Dopo la rinuncia del professor Gaudio, il governo non perda altro tempo e nomini un commissario alla sanità calabrese che abbia le competenze, le qualità e il coraggio per garantire ai calabresi il diritto alla salute, buone cure, legalità e trasparenza negli uffici». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela, che aggiunge «nel contempo, il governo provveda ad individuare due sub-commissari calabresi con le stesse caratteristiche. Occorre fare presto perché in Calabria la situazione sanitaria ed economica peggiora di giorno in giorno». «Personalmente, - conclude Parentela - tengo a precisare che non ho nulla contro Gino Strada, anzi, sembra che sia l'unico che ha dimostrato finora reale interesse ad affrontare questo duro compito. Il governo dia ai calabresi le risposte urgenti che meritano, compiendo scelte oculate quanto efficaci».

Guccione (Pd): «Si gioca sulla salute dei calabresi»

«Ci si vuole rendere conto che da oltre una settimana la Calabria ha un vuoto di potere nella gestione della sanità? E che tutto questo sta accadendo in piena pandemia? Ci si rende conto che la Regione Calabria è commissariata e che in questo momento non c’è alcun commissario? Uno si è dimesso, il nuovo non riesce ad essere nominato. È una situazione paradossale che si sta giocando sulla salute dei calabresi». È quanto ha affermato il consigliere regionale del Partito democratico, Carlo Guccione, partecipando via skype a un incontro sul tema della sanità calabrese.

«Il governo nazionale non può perdere altro tempo e non assumersi questa responsabilità. Il nostro sistema sanitario – ha dichiarato Guccione - sotto la pressione del Covid-19 rischia di collassare e al posto di chi dovrebbe prendere le decisioni, al momento, ci sono una scrivania e una poltrona vuota. Non bisogna perdere neanche un minuto. Il Governo nomini chi voglia ma nomini subito un commissario competente e in grado di essere subito operativo. Si chiuda definitivamente questa brutta pagina che rischia di mettere in cattiva luce non solo la Calabria ma anche chi è alla guida del Paese».

Sofo (Lega): «Si ponga fine a questo teatrino vergognoso»

«È intollerabile e inaccettabile che una persona appena nominata dal Governo come commissario per la gestione della sanità in una fase di emergenza come quella del Covid e in una terra condannata alla zona rossa per le condizioni disastrose del suo sistema sanitario si permetta di dire, a poche ore dall'annuncio della sua nomina, che rinuncia all'incarico perché sua moglie non vuol trasferirsi a Catanzaro». Così l'eurodeputato della Lega di origini calabresi Vincenzo Sofo, che ha aggiunto: «Basta trattare i calabresi come spazzatura d'Italia, dove inviare gli avanzi della politica e della pubblica amministrazione che non si sa dove piazzare. Il Governo ponga subito fine a questo teatrino vergognoso e il ministro Speranza presenti immediatamente le proprie dimissioni. La Calabria merita rispetto».

Mangialavori (Fi): «Balletto osceno, stop al commissariamento»

«La gestione della sanità calabrese è diventata una barzelletta planetaria, una barzelletta che non fa ridere, che fa piangere. Ora questo governo di incompetenti deve chiedere scusa e mettere fine a questo osceno balletto. Si dichiari, una buona volta, la fine del commissariamento. È l’unica soluzione, dal momento che il tandem Conte-Speranza, finora, ha collezionato solo figuracce ai danni di due milioni di calabresi che chiedono di avere un piano Covid, ospedali attrezzati e un numero sufficiente di medici e operatori sanitari per affrontare la pandemia». Lo afferma il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori.

«Questa vicenda - continua - è un baratro politico e amministrativo apparentemente senza fondo. Prima le dimissioni del trasognato Cotticelli - il commissario che non sapeva di dover approntare il piano Covid e che ha ventilato l’ipotesi di essere stato drogato, forse dai masso-mafiosi - poi quelle del successore, Zuccatelli, un alto dirigente sanitario secondo cui le mascherine sono inutili orpelli inefficaci contro il virus. Come se non bastasse, da ultimo, anche il passo indietro di Gaudio, che rinuncia perché la moglie non vuol trasferirsi a Catanzaro. C’è quanto basta - conclude Mangialavori - per stigmatizzare con forza l’operato di un governo che ha fatto dell’improvvisazione e delle faide correntizie la sua cifra politica. Ora basta, la Calabria non merita questo trattamento. Di certo, il peggior dirigente sanitario calabrese sarebbe più capace del miglior commissario scelto da questo governo».

Vono (Iv): «Ascoltare il territorio»

«La sanità calabrese continua ad essere allo sbando mentre si discute di nomi e nominati! Ma perché non si decide di ascoltare il territorio e i professionisti che lavorano in Calabria? Collaborare con gli ordini dei medici attraverso i loro Presidenti e condividere dei nomi per la nostra sanità potrebbe essere un'idea». Così la senatrice di Italia Viva Silvia Vono.

Tripodi (Fi): «La misura è colma»

«La misura della sopportazione e della capacità di sottostare ai diktat, per il popolo calabrese è abbondantemente colma. Con la rinuncia al ruolo di commissario alla Sanità del Prof. Gaudio, il governo ancora una volta si è dimostrato sordo alle richieste che vengono dal territorio, quelle di intervenire immediatamente per elaborare un serio Piano per la Sanità. I miei concittadini così come medici e amministratori sono allo stremo». Lo dichiara Maria Tripodi, deputato calabrese di Forza Italia, che prosegue: «Esorto il Presidente Conte a porre fine ad al commissariamento e soprattutto a confrontarsi con i nostri amministratori in protesta pacifica a Palazzo Chigi il prossimo 19 novembre. Si comporti da Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, e li riceva. L'emergenza Calabria, che dura ormai da decenni va risolta insieme, con buon senso e il sostegno di tutte le istituzioni soprattutto quelle locali», conclude.

Sindaco di Cosenza: «Fallimento del commissariamento»

«La sua rinuncia testimonia il fallimento del commissariamento calabrese. La Calabria ha il diritto di decidere le proprie sorti rispetto alla salute dei cittadini». Lo ha detto Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, che conferirà la cittadinanza onoraria a Gaudio il prossimo 14 dicembre come era già stato previsto. «Il prof. Gaudio è una persona per bene - ha poi aggiunto Occhiuto - ed ero certo che non avrebbe accettato questo incarico. Le nomine del Governo sono frutto di spartizione politiche, noi abbiamo bisogno di una guida che venga scelta dai calabresi stessi e la gestione di questo periodo pandemico dovrebbe essere affidata a figure dirette presenti sui territori».

Sindaco di Reggio: «Il problema non è il nome»

«Il problema non è il nome del Commissario. Servono misure strutturali. Giovedì incontreremo il premier Conte e chiederemo due semplici cose: fine del commissariamento della #sanitacalabrese e azzeramento del debito sanitario in Calabria», lo scrive su Twitter il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

 

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