Brogli elettorali a Reggio Calabria, il Tar rinvia il procedimento al 9 giugno. Soddisfatti i ricorrenti

Per il giudice amministrativo è necessario un supplemento di istruttoria prima di entrare nel merito anche in seguito alle ulteriori richieste della difesa di Minicuci che allarga l'invalidità all'intera competizione. Ecco gli scenari possibili

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di Riccardo Tripepi
12 maggio 2021
16:08

«Si tratta davvero di un’ottima notizia». Così l’ex candidato sindaco Antonino Minicuci ha commentato la notizia del rinvio al 9 giugno del procedimento incardinato davanti al Tar di Catanzaro in seguito all’inchiesta sui brogli elettorali.

Il ricorso era stato presentato dalla lista Nuova Italia Unita e, nelle more, aveva visto anche la costituzione in adesione dello stesso Minicuci. E anche Luigi Catalano che sottolinea come «solo grazie alla nostra lista si potrà ripristinare la democrazia a Reggio» ha commentato positivamente il rinvio. Più prudente l’avvocato di Nuova Italia Unita Sara Franchino: «è evidente che ci troviamo davanti ad un giudice attento che vuole approfondire ed esaminare con attenzione ogni documento».


Il rinvio

Il rinvio alla prossima udienza, peraltro a strettissimo giro di boa, è divutio alla necessità rappresentata dai magistrati di approfndire l’istruttoria della controversia anche alla luce delle nuove ecceziono formulate nella costituzione di Minicuci, rappresentato dall’avvocato Morcavallo.

Pare però assai probabile, almeno secondo le difese, alla prossima udienza dopo il supplemento di istruttoria si entri nel merito. Evidentemente l’eccezione di improcedibilità relativa al termine dei 30 giorni per la presentazione del ricorso sollevata dagli avvocati del Comune sarebbe stata fatta valere già oggi qualora fosse stata valutata dirimente.

Le irregolarità alle scorse comunali

I ricorrenti, sul punto, hanno argomentato facendo rilevare come tale termine è cominciato a decorrere dal momento in cui l’indagine della Procura di Reggio Calabria ha messo in evidenza le irregolarità dei verbali delle sezione “incriminate” che altrimenti non sarebbero stati conoscibili. Ed in ogni caso hanno fatto rilevare l’importanza degli interessi dei cittadini ad avere elezioni regolari.

Qualora, si entrasse nel merito e le irregolarità fossero giudicate rilevanti sarebbero tre gli scenari al momento possibili, anche alla luce delle richieste della difesa di Minicuci che ha allargato l’oggetto. Il primo, e il più grave, porterebbe all’annullamento delle elezioni nel loro complesso a causa della gravità ed estensione dei brogli. Il secondo, intermedio, potrebbe portare a rifare le elezioni dal momento della presentazione delle liste in avanti procedendo al rinnovamento delle nomine di presidenti di seggio e scrutatori giudicate invalide dai ricorrenti.

In ultima analisi, e sulla scorta di quanto avvenuto a Lamezia in un caso simile, si dovrebbe rivotare nelle otto sezioni in cui, almeno fin qui, sono state rilevate le irregolarità nel voto e si ripartirebbe dal turno di ballottaggio.

Giornalista
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