Terapia intensiva, Callipo interroga Santelli: «Quanti posti a fine marzo?»

Il gruppo "Io resto in Calabria" chiede alla governatrice di chiarire quanti dei posti annunciati siano effettivamente disponibili e di valutare l'istituzione di un centro unico regionale anti Covid-19 

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di Redazione
21 marzo 2020
14:35

La nota è firmata da Pippo Callipo, Graziano Di Natale e Marcello Anastasi, il gruppo di "Io resto in Calabria" in Consiglio regionale, ed è rivolta alla governatrice Jole Santelli: «Quanti posti di Terapia intensiva avremo entro fine marzo?»

 

«Siamo certi che la Task Force istituita dalla Regione - si legge nel comunicato - stia facendo di tutto per prevenire un eventuale picco di contagi da Coronavirus e garantire adeguata assistenza sanitaria in Calabria, ma proprio per non lasciare nulla di intentato, mossi dalla volontà di dare un contributo e di informare correttamente i calabresi sulle misure che si stanno adottando, abbiamo depositato in Consiglio regionale un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla presidente della Regione Jole Santelli».

 

«È utile – proseguono i tre consiglieri regionali – che i calabresi sappiano, innanzitutto, quanti dei posti letto di Terapia intensiva finora annunciati siano già operativi in termini di dotazioni strumentali e personale e quanti ce ne saranno entro la fine del mese di marzo, nonché quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare per far sì che il personale del Servizio sanitario regionale abbia a disposizione nel più breve tempo possibile tutti i dispositivi di protezione necessari ad affrontare un eventuale aumento di persone contagiate».

 

«Inoltre – aggiungono i tre consiglieri regionali di “Io resto in Calabria” – nella stessa interrogazione chiediamo alla presidente della Regione quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare per avere subito a disposizione della Regione, in caso di necessità, le strutture, gli strumenti (ambulanze comprese) e il personale della sanità privata. Il comma 3 dell'art. 3 del Decreto legge “Cura Italia”, infatti, dispone che le strutture private, accreditate e non, su richiesta delle Regioni o delle Aziende sanitarie “mettono a disposizione il personale sanitario in servizio nonché i locali e le apparecchiature presenti nelle suddette strutture”».

 

«Infine – concludono Callipo, Di Natale e Anastasi – sarebbe utile sapere se sia stata valutata l’istituzione di un Centro regionale unico anti Covid-19 e, in tal caso, se sia stata valutata l’opzione di utilizzare il Policlinico Mater Domini, come suggerito pubblicamente da diversi professionisti del settore, o se sia stata considerata la possibilità di rendere fruibile uno o più padiglioni della struttura, di proprietà dell’Asp di Catanzaro, dell’ex ospedale psichiatrico che si trova nel territorio di Girifalco».

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