Covid-19, l’avvocato Veneto contro la deriva “aziendalista” della Giustizia

VIDEO | Nel mirino del presidente del Consiglio nazionale delle Camere penali il «processo a distanza che si vorrebbe prolungare anche dopo l'emergenza»

di Agostino Pantano
7 maggio 2020
15:51
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Le recenti scarcerazioni, decise anche per prevenire il dilagare del contagio del coronavirus nelle carceri, e la contestata modalità del processo penale durante l’emergenza sono al centro dell’intervista che l’avvocato Armando Veneto ha rilasciato per LaC News24.
Il presidente del Consiglio nazionale delle Camere penali, già sottosegretario di Stato, ha rappresentato in queste settimane la voce critica di quello che è stata chiamata “dematerializzazione del diritto penale”, ovvero di quello che il legale palmese definisce «prova tecnica del processo a distanza che si vorrebbe riprodurre anche dopo che sarà finita l’emergenza».


Veneto descrive con preoccupazione «i tribunali vuoti e i protagonisti del processo collegati solo in video, senza contraddittorio e all’insegna di un aziendalismo della giustizia che punta al risultato e non al rispetto della legge». Anche sulle polemiche di questi giorni, con la bufera abbattutasi sul Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Veneto è fermo: «È stato un magistrato a deciderle, non sono tante e si tratta di persone che avevano residui di durata poco significativa».

Giornalista
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