«La Lega non c’entra nulla con la campagna di Spirlì. E il logo è pure sbagliato»

Il Carroccio calabrese prende le distanze dall’iniziativa del suo assessore a favore dei prodotti tipici ma con il brand di Salvini e della Regione insieme

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di Alessia Candito
17 aprile 2020
18:47
La campagna promossa dall’assessore Spirlì (nel riquadro)
La campagna promossa dall’assessore Spirlì (nel riquadro)

Non è un prodotto “ufficiale” del Carroccio perché «la Lega non ha prodotto questa campagna (il logo inoltre non è nemmeno quello corretto)» e «le grafiche» non sono state finanziate dalla Regione. Il Carroccio calabrese sembra voler relegare al rango di iniziativa personale del suo assessore Nino Spirlì la campagna promozionale brandizzata Lega e Regione Calabria che l’esponente del Carroccio in Giunta ha lanciato dal suo profilo istituzionale. Tuttavia – sottolineano nella nota - «l'azione» sarebbe stata «fatta assolutamente in buona fede» (quale?) e in più «è classificabile come spirito di servizio informativo». Su cosa si stesse cercando di informare non è dato sapere, tuttavia – si legge - «respingiamo quindi qualsiasi allusione faziosa». E poi continua «dispiace che qualsiasi cosa riguardi la Lega sia soggetta a strumentalizzazioni, evidentemente per qualcuno in Calabria il problema attuale sono le grafiche sui social. Noi cerchiamo di comunicare quello che facciamo, ma riteniamo che i problemi in Calabria in questo momento siano ben altri».

 


La nostra replica

Aspettiamo fiduciosi che la Lega calabrese comunichi con chiarezza e precisione quali ritenga siano i problemi prioritari della Calabria e quali strumenti proponga per risolverli, perché al momento sul punto nulla risulta. Appare curioso che di strumentalizzazione parli chi ha usato canali istituzionali per veicolare una comunicazione nella migliore delle ipotesi anche di partito. Evidentemente, tocca ricordare che il diritto di cronaca è attività di rango costituzionale e come tale garantita. Per quanto scomoda ed indigesta l’attività risulti ad alcuni, della Costituzione il giornalismo deve essere garante. E lo fa anche segnalando i tentativi di asservire le istituzioni – bene comune della collettività – i loro mezzi e i loro canali, agli interessi politici del momento. Anche questo è un problema in Calabria.

Giornalista
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