Cancro alla mammella, Guccione attacca Cotticelli: «Ha compiuto un attentato contro le donne malate»

Il consigliere regionale chiede la revoca del Dca 100. Che impedisce ai privati convenzionati di effettuare interventi. «Inconcepibile, la rimozione del commissario non è più rinviabile»

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di Redazione
17 settembre 2020
13:07
Il commissario della Sanità Saverio Cotticelli
Il commissario della Sanità Saverio Cotticelli

«Con l'emanazione del Dca 100 il commissario ad acta per l'attuazione per Piano di rientro, Saverio Cotticelli, ha aggiunto un altro drammatico tassello in direzione della sua non più rinviabile rimozione. Dalla non competenza in materia di salute, che è nota purtroppo, si è passati ad un vero e proprio “attentato” nei confronti delle povere donne di Calabria in attesa di essere operate di cancro alla mammella».

Così il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione «interviene sulle decisioni – è detto in un comunicato – del commissario Cotticelli anche alla luce dell'approvazione del Dca 100, quello che impedisce alle strutture private convenzionate con il pubblico di poter effettuare interventi in materia di cancro alla mammella. Come è noto nella rete oncologica regionale rientrano solo quattro presidi (gli ospedali hub di Catanzaro, Reggio e Cosenza più il Mater Domini)».

 

«Chi deve essere operato di cancro alla mammella – aggiunge Guccione – non ha tempo da perdere, ha solo speranze da alimentare. Della serie, chi prima può e sa fare, faccia. La vita non ha prezzo e meno ancora ne deve avere la lotta al male per eccellenza. Anziché incentivare e incoraggiare privati convenzionati al miglioramento delle loro prestazioni, Cotticelli e Crocco che fanno? Li escludono dalla rete oncologica. Tutto ciò è davvero incredibile e inconcepibile. Mettersi in lista negli ospedali Hub significa aspettare mesi, tempo che evidentemente chi lotta contro il cancro alla mammella non ha, al punto che si è costretti a mettere due cose in valigia puntando ad interventi chirurgici fuori regione, alimentando in questo modo l'emigrazione sanitaria che in Calabria nel 2018 è costata oltre 280 milioni di euro».

 

«Al Dca, tra l'altro – aggiunge –, manca la firma del direttore generale del dipartimento Salute della Regione Calabria: ciò vuol dire che anche la governatrice evidentemente non condividerebbe questo Dca 100. Gliene va dato atto, quando in ballo c'è la vita e la salute della gente non c'è e non deve esserci divisione politica».

 

«Non vi è altra strada – conclude il consigliere regionale – per Cotticelli: deve revocare il Dca. Auspichiamo che, quanto prima, la stagione Cotticelli, sia solo un ricordo».

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