Caraffa, chieste le dimissioni sindaco: «Il Comune rischia il dissesto»

Il capogruppo di Pensiero libero, Ciambrone preoccupato per la decisione della Corte dei Conti - che ha bocciato la procedura di riequilibrio finanziario dell'Ente - sollecita un passo indietro a Sciumbata

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di T. B.
29 maggio 2019
20:07

«La sonora bocciatura riservata dalla Corte dei Conti alla procedura di riequilibrio finanziario del Comune di Caraffa di Catanzaro è un fatto gravissimo che mette in pericolo il futuro dell’ente. Siamo di fronte a quello che potrebbe diventare il preambolo di un dissesto finanziario che porta in calce la firma del sindaco Sciumbata e di una maggioranza che negli ultimi sette anni di amministrazione ha portato sul lastrico un Comune che, per storia, tradizione e potenzialità di sviluppo, meriterebbe ben altro». È quanto si legge in una nota a firma di Luigi Ciambrone, capogruppo di Pensiero Libero nel consiglio comunale di Caraffa e segretario provinciale di Articolo Uno.


«Non spetta a me entrare nei tecnicismi, né commentare nel merito le 47 pagine della deliberazione con cui la sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti ha sonoramente bocciato il Prfp – evidenzia Ciambrone – di certo, però, non posso fare a meno di sottolineare quanto grave sia diventato lo stato di salute delle casse comunali di Caraffa nel settennato di scellerata gestione Sciumbata e quanto ancor meno efficace sia stato il piano di rientro partorito da una maggioranza che non ha voluto ascoltare le nostre sirene di allarme e ha preferito proseguire sulla strada del fallimento».


«Politicamente è un dato che non può che leggersi nell’ottica di un progetto di amministrazione che deve ritenersi concluso – spiega ancora il consigliere – Adesso quel tanto pubblicizzato amore per Caraffa imporrebbe a Sciumbata un atto di rassegnazione con le contestuali dimissioni dalla carica di sindaco ancora prima della nomina da parte del Prefetto di Catanzaro di un commissario per la deliberazione dello stato di dissesto e dell’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio». «È tempo - conclude - di lasciare spazio a chi ha progetti veri e concreti per il rilancio del nostro comune, è tempo di lasciare spazio a chi sia davvero in grado di amministrare».

 

 

Giornalista
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