Caso Furgiuele, Invernizzi: «La stampa ha il diritto di fare il suo lavoro»

Il segretario regionale si smarca dall'attacco del deputato leghista a Lacnews24. Ma smorza i toni: «Posizione del suocero è nota, ma per lui al momento non ci sono contestazioni»

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11 aprile 2020
14:47
Cristian Invernizzi
Cristian Invernizzi

Se il deputato leghista Domenico Furgiuele sperava in una difesa a spada tratta da parte del suo partito, è destinato a rimanere deluso. «La stampa ha il diritto di fare il suo lavoro, la libertà di stampa è sacrosanta» dice da Bergamo, il segretario del Carroccio calabrese Cristian Invernizzi, all'indomani della temeraria diffida inviata alla nostra testata tramite il suo legale Nunzio Raimondi, per tentare di smentire la nostra inchiesta che – in maniera dettagliata e documentata - non solo  racconta come il nome del suocero del deputato – il re dell’Autostrada, Salvatore Mazzei, condannato per estorsione e destinatario di un provvedimento di sequestro dell’intero patrimonio - salti fuori fra quello dei clienti del giudice Marco Petrini, arrestato su richiesta della procura di Salerno per una serie infinita di episodi di corruzione in atti giudiziari, ma anche il ruolo di Furgiuele stesso nella galassia societaria di famiglia.

«Non possiamo dire che certe cose non mettano in imbarazzo noi o lo stesso Furgiuele. La situazione del suocero di Furgiuele è nota». L’atteggiamento è felpato, le parole tese a smorzare i toni, ma se non è una smarcatura, poco ci manca. Salvatore Mazzei, attualmente «ristretto in espiazione pena» per come comunica l'avvocato Raimondi nella diffida che ci ha fatto pervenire, è un personaggio ingombrante per il Carroccio, sebbene – ci tenga a specificare, «non entriamo nel merito di questioni di cui si occupa la magistratura. Sulla legalità però la Lega ha sempre avuto una posizione netta». Ma solo se ci sono provvedimenti formali. «Per Furgiuele al momento non ci risultano contestazioni da parte della magistratura». Insomma, un colpo al cerchio e uno alla botte. Almeno per adesso. Non va oltre il numero due degli Enti locali, Walter Rauti, per mandato congressuale rispedito in Calabria – recitava il comunicato dell’epoca – «a incontrare le varie realtà del territorio per procedere alla ristrutturazione del partito e degli enti locali» insieme a Invernizzi.

«Non ho nulla da aggiungere a quanto detto dal segretario» afferma «le nostre posizioni sono state sempre chiare». Sarà.

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