Castrovillari, la Cgil presenta la sue idee per la città e passa la palla ai candidati

Il documento sarà condiviso con i cinque in corsa per la poltrona di sindaco e verrà discusso nel corso di un confronto pubblico il prossimo 3 settembre

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di Vincenzo Alvaro
25 agosto 2020
14:25
Un momento della conferenza stampa dell’Operazione Nerone
Un momento della conferenza stampa dell’Operazione Nerone

Un documento programmatico per contribuire al nuovo progetto di sviluppo socio-economico della città e dell’intero comprensorio, con fine ultimo di apportare un generale miglioramento degli standard qualitativi di vita. È quello presentato dalla Cgil comprensoriale Pollino - Sibaritide - Tirreno nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell'Anpi di Via Alfano e che verrà discusso, nel corso di un confronto pubblico, con i cinque candidati a sindaco per le amministrative di settembre. Un documento «frutto di un confronto interno democratico, lungo e serrato, e di un lavoro accurato e corale» ha spiegato Francesca responsabile della comunicazione della Cgil con «l’intento di consegnare, anche alla comunità che si appresta a fare una scelta importante, le nostre riflessioni su priorità ed emergenze, su azioni necessarie e strategie da mettere in campo mirate a garantire anche i diritti del lavoro e di cittadinanza».

 

Assolutamente non «esaustivo» - è stato ribadito - nel suo contenuto ma di sicuro un «contributo autonomo ed utile alla discussione» in vista del voto del 20 e 21 settembre. Ma dentro ci sono le priorità e le visioni della Cgil comprensoriale per lo sviluppo della città legata al comprensorio ed alle scelte importanti per il futuro. Una base progettuale alla quale hanno offerto il loro contributo Nino Rubini, responsabile dipartimento Organizzazione, Formazione e Comunicazione della Cgil comprensoriale, Francesco Spingola, segretario generale SPI, Franco Lofrano, responsabile manifestazione ed eventi Cgil comprensoriale, ed il segretario generale CGIL Pollino Sibaritide Tirreno, Giuseppe Guido che ha illustrato alla stampa i contenuti essenziali.

 

Castrovillari ha bisogno di «riconquistare quel ruolo che alla città non è pienamente riconosciuto dalle comunità dell’area del Pollino. Ruolo che presuppone un’azione di confronto ed aggregazione, inclusivo che rimotivi le amministrazioni locali su un’idea identitaria articolata, tenendo conto di peculiarità e risorse territoriali, come ad esempio le minoranze linguistiche». Per questo una idea di sviluppo efficace deve basarsi su una progettazione frutto di una «larga partecipazione democratica di cittadini, stakeholders e attori sociali, in collaborazione con Ente Parco Nazionale del Pollino, Gal, Calabria Verde, l’Arsac».

 

Non si poteva che partire dalla riflessione sul bilancio strutturalmente deficitario che ha comportato la nomina di un’apposita commissione da parte della Corte dei Conti per accertare la massa passiva, la quantificazione del debito e il pagamento ai creditori di quanto dovuto per legge che genera, come conseguenza, il dato che le «somme previste per la spesa corrente sono irrisorie rispetto al bisogno ed alla complessità gestionale dell’ente» ha affermato il segretario generale comprensoriale Giuseppe Guido. Per questo si chiede al nuovo esecutivo di «mettere in campo ogni utile azione per superare le odierne difficoltà con un cambiamento di indirizzo, per invertire la preoccupante tendenza odierna espressa dai negativi indicatori sociali ed economici». Per affrontare questo segmento della vita pubblica la Cgil propone come priorità la «riorganizzazione di una struttura burocratica comunale moderna, dinamica, sempre più efficace ed efficiente nel rispondere alle esigenze dei cittadini». Ma soprattutto che si avvii una campagna di «lotta al fenomeno dell’evasione fiscale. Con il recupero delle notevoli risorse finanziarie ed economiche illegittimamente non versate, la riappropriazione di aree di territorio e consistenti parti di suolo pubblico da più tempo usurpato da privati, si ristabiliscono principi di equità e giustizia sociale».

 

Tra i primi punti indicati nella proposta programmatica l'istruzione come necessità di «tutela delle autonomie scolastiche esistenti proteggendole dal sistema dei tagli basati sui soli parametri numerici» ma anche la manutenzione degli edifici e la loro piena messa in sicurezza. Il tutto da discutere attorno ad un tavolo tecnico permanente «rappresentativo di tutte le istanze territoriali» e capace di immaginare anche l’istituzione di nuovi indirizzi formativi che «guardino alla valorizzazione del territorio, alle sue peculiarità e potenzialità con la formazione di nuove professionalità in settori tradizionali ed innovativi». Ma non da ultimo anche pensare ad un sistema pubblico di trasporto efficace che è condizione «indispensabile per garantire la piena fruizione del diritto allo studio».

 

La vera sfida del futuro sarà sulla cultura con la necessità di «costruire la memoria della Resistenza, la dignità del lavoro, l’accoglienza, l’integrazione, per provare a vincere le sfide che il mondo moderno impone e lottare contro le disuguaglianze sociali». Per questo la Cgil ritiene «necessario» che la nuova amministrazione si doti di un assessorato alla cultura in questo particolare momento storico e nel complesso contesto sociale, caratterizzato da spinte e rigurgiti dei deliri xenofobi o di altri estremismi.

 

Si dovrà promuovere la lettura anche attraverso la valorizzazione della biblioteca comunale dotata di circa 30.000 volumi, per larga parte di indirizzo storico, e produrre investimenti mirati per il museo archeologico, l’archivio storico comunale e l’archivio storico statale intervenendo nella gestione, nella individuazione di idonee sedi ma anche la valorizzazione e la salvaguardia delle «211 pergamene oggi custodite nell’archivio storico» che devono «diventare patrimonio della collettività». Una comunità moderna ha bisogno di pensare allo sport come «strumento educativo, di crescita culturale e sociale per tutte le fasi della vita». Per questo la sollecitazione ai futuri amministratori è quella di «accrescere la consapevolezza che l’attività sportiva e la necessaria impiantistica» per realizzare anche «prevenzione sanitaria, educazione civica, partecipazione e coesione sociale».

 

Proprio al tema salute è dedicato un corposo capitolo del documento per la città con la riaffermazione della necessità - già espressa nel recente sit-in a difesa della salute come diritto - di istituire un tavolo territoriale permanente con la fattiva partecipazione dell’Asp provinciale, di una delegazione istituzionale rappresentativa del territorio coordinata dal sindaco di Castrovillari, delle organizzazioni sindacali confederali, del direttore sanitario dello spoke “Ferrari”, del direttore del Distretto sanitario Esaro-Pollino e delle associazioni.

 

Si vuole «vigilare sulla piena attuazione delle funzioni affidate alla struttura ospedaliera (completamento dei reparti, funzionalità sale operatorie, pieno organico) soprattutto in virtù delle risorse finanziarie, ordinarie e straordinarie, previste dalla vigente normativa» ma anche «monitorare il funzionamento delle strutture socio-sanitarie in relazione ai bisogni di assistenza e cura dei cittadini del territorio, di verificare gli investimenti, in risorse umane e strumentali, di proporre soluzioni condivise per garantire i LEA ed il costituzionale diritto alle cure utilizzando al meglio le risorse ordinarie, con particolare attenzione a quelle aggiuntive previste dalla nuova normativa».

 

Poi ancora politiche sociali con «l'avanzamento» del protocollo sulle Relazioni Sindacali già in essere tra il sindacato confederale unitario e l’amministrazione comunale di Castrovillari ma anche attenzione al sistema produttivo con la perentoria presa di posizione di non voler ubicare nell'ex cementeria «impianti di trattamento dei rifiuti» ma pensarlo come spazio dove mettere a sistema la «filiera del legno dal core business pubblico, funzionale all’approvvigionamento di biomasse mediante l’esclusiva salvaguardia del bosco, attraverso la pulitura dello stesso utile, anche, alla prevenzione degli incendi». Ma anche una parola chiara sull'ecodistretto con la necessità di indicare un «sito su cui ubicare» il secondo impianto necessario nella provincia di cosenza per superare l'emergenza rifiuti «sostenendo il principio inderogabile della prossimità dell’impianto con le aree urbane in cui si produce il più alto quantitativo di rifiuto da cui recuperare frazioni riciclabili». Poi ancora «rilancio dell’agricoltura di qualità» pensando ad istituire nell'area Asi un sito che permetta la chiusura del cerchio della filiera «rendendo realtà la produzione, la trasformazione e la vendita anche delle eccellenze».

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