Amministrative

Catanzaro, opinioni a confronto su Fiorita candidato sindaco ma il refrain non cambia: «Scelto con metodo sbagliato»

Il coordinatore regionale del Movimento repubblicani europei (Mre) Carlo Piroso propone «un governo di salute pubblica» al fine di riportare la città in auge

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di Danilo Colacino
23 dicembre 2021
15:46

Nessuno sembra schierarsi apertamente contro Nicola Fiorita, appena investito della candidatura a sindaco del centrosinistra su indicazione del Pd o meglio di una sua parte. Seppur cospicua e autorevole così come, però, nient’affatto marginale appare il fronte (a differenza di quanto qualcuno tende viceversa a raccontare) che sostiene di avversare il metodo con cui si è arrivati all’incoronazione dello stesso prof. Ecco allora come, fra distinguo e osservazioni di vario genere, la sensazione di vederlo avviarsi lungo un percorso accidentato, prim’ancora che muova i primi passi da aspirante primo cittadino, si fa ogni giorno più forte.

La cronaca odierna - e quindi non la solita disamina da notisti - porta oltretutto a registrare una dichiarazione rilasciata alla nostra testata dal coordinatore calabrese del Movimento Repubblicani Europei (Mre) Carlo Piroso, il quale propone un ragionamento forse un po’ troppo generale in rapporto al tema trattato ma che merita di essere preso in considerazione anche in tale contesto per una serie di precisi riferimenti alla vicenda: «Non importa il nome di chi vuol guidare la coalizione, rileva semmai il progetto di rilancio di una città ormai incapace da anni di toccare palla. Neppure nello scacchiere politico di una regione di cui sarebbe il capoluogo. Figuriamoci oltreconfine. È dai tempi di Agazio Loiero (2005, ndr), poi eletto governatore alla guida del centrosinistra (ma anche di Wanda Ferro, cinque anni dopo sconfitta con il centrodestra nella competizione per la medesima carica al cospetto di Mario Oliverio, ndr), che Catanzaro figura infatti alla voce non pervenuta. Basti pensare a come nemmeno chi ne ha retto le sorti amministrative per circa venti anni, Sergio Abramo, sia stato minimamente preso in considerazione nei mesi scorsi per un qualsivoglia incarico in Cittadella dai vertici del proprio schieramento. Uno scenario preoccupante che forse dovrebbe farci soffermare sull’ipotesi, peraltro sulla falsariga di quanto deciso per il Paese, della costituzione di un governo locale di salute pubblica con dentro destra, sinistra e centro, ma soprattutto con all’interno persone perbene e di qualità. Altro che le guerre per bande o le rendite di posizione da difendere a cui tuttora si assiste, dunque».


Piroso, tuttavia, non ha esaurito il concetto e rincara la dose, spiegando: «Noi dell’Mre saremmo dovuti essere ad esempio invitati al tavolo del cosiddetto Nuovo Centrosinistra. E invece niente. Vi hanno preso parte soggetti differenti. Persino associazioni, mentre non una realtà come la nostra che nasce da un partito storico. Ma vede, non è ciò che mi interessa. Perché io, lo ribadisco, non contesto Fiorita. Ci mancherebbe. Si tratta anche di una figura rappresentativa. Ma se è stata premessa a un’indispensabile pianificazione, mi pare di poter affermare che non siamo sulla strada giusta. Anzi, c’è da essere pessimisti sull’avvenire della città».

Portatore di un’idea diversa, però per certi versi sulla falsariga di quella appena riferita, è l'avvocato ed ex consigliere comunale Aldo Casalinuovo, che - va chiarito subito - in caso di un Fiorita (verso cui possiamo affermare nutra tanta stima) ancora in campo alle condizioni attuali non esclude un coinvolgimento personale per rappresentare un’area precisa.

Una parte, quest’ultima, espressione del centrosinistra ma in taluni casi anche del Pd medesimo, che non ha gradito (eufemismo!) la fuga in avanti dell’imprimatur dato al prof il quale - e lo sanno anche le pietre nel capoluogo - ha avuto sponsor importanti in casa Dem (ovvero là dove conta, che non è certo il “nebuloso” Nuovo Centrosinistra composto da varie sigle rispetto a cui bisognerebbe però francamente capire da quali, e in particolare da quanti, soggetti sono composte).
Resta poi l’attivismo dei 14 firmatari del documento fatto circolare martedì mattina contro (sempre per questioni di metodo) il sondaggio interno ai Democrat pro Fiorita, che pare stiano dialogando in modo serrato con Casalinuovo e promettono comunque di (ri)uscire assai presto con una nota vergata da più sottoscrittori.

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