Regionalismo differenziato, le preoccupazioni di Uil e politica

VIDEO | Nicola Irto invita a fare massa critica, mentre Demoskopika quantifica la perdita in oltre un miliardo di euro

di Giovanni Verduci
30 maggio 2019
18:29

«Non chiamatelo campanile. Regionalismo differenziato, opinioni a confronto». È stato questo il tema dell’incontro, organizzato dalla Uil Calabria, che si è tenuto al’Università della Magna Grecia di Catanzaro.  Il dibattito, coordinato dal giornalista Attilio Sabato, ha raccolto il contributo di Antonio Foccillo, Segretario generale confederale della Uil; Nicola Irto, Presidente del Consiglio regionale della Calabria; Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria; Gianluca Callipo, Presidente dell’anca Calabria e Raffaele Rio, Presidente dell’Istituto Demoskopika.

 

«Su queste questioni - ha detto Antonio Foccillo - c’è la necessità di aprire un dibattito articolato. Questo perché il rischio che questa riforma possa diventare realtà è molto pericoloso. Noi non siamo mai stati contro il decentramento. Ma capiamo che con il regionalismo differenziato, con il decentramento di tante competenze dallo Stato al territorio, potrebbe essere messo a rischio l’esistenza stessa dello Stato».

Questo è il rischio paventato da Antonio Foccillo, Segretario nazionale confederale della Uil, se la riforma voluta dalla Lega dovesse passare in Parlamento. Per capire meglio i meccanismi del Regionalismo differenziato la Uil Calabria ha chiamato a raccolta tecnici e politici come Nicola Irto, Presidente del Consiglio regionale della Calabria.

Per Nicola Irto, in questo momento storico caratterizzato politicamente dalla crescita esponenziale della Lega di Matteo Salvini, è necessario fare massa critica. È fondamentale che politica, istituzioni, cittadini, università e sindacati riescano a trovare un punto di contatto per portare avanti «una battaglia che è di tutti i cittadini meridionale, perché l’Italia può crescere solo senza differenziazioni».

Il primo passo nella direzione auspicata dal Presidente del Consiglio regionale potrebbe concretizzarsi a Reggio Calabria il prossimo 22 giugno quando Cgil, Cisl e Uil chiameranno in piazza i cittadini meridionali per dare corso ad una mobilitazione nazionale per il Sud.

«Il Sud - ha detto Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria - ha bisogno di un Piano straordinario di interventi da parte dello Stato e non di una riforma che, se non ben strutturata, potrebbe allargare il divario fra il Nord e il resto del Paese».

Il bisogno di unità e solidarietà nazionale, davanti ad una riforma della quale non si conoscono i contenuti, è stato sottolineato dal presidente dei sindaci calabresi Gianluca Callipo.

I numeri, quelli snocciolati dal presidente dell’istituto Demoscopika Raffaele Rio, infine, danno il senso del rischio che le regioni del Sud stanno correndo.

Per Raffaele Rio, infatti, la perdita sarebbe quantificabile in oltre 1 milione e 300 mila euro e ad essere penalizzati sarebbero tutti quei servizi, come trasporti, sanità o istruzione, che più attengono alle difficoltà delle classi meno abbienti della popolazione meridionale.

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