Gettonopoli, il consigliere Celia si dimette: «È finita. Abramo ne prenda atto»

Dopo lo scandalo che ha coinvolto Palazzo dei nobili, il consigliere comunale dimissionario invita ex colleghi e cittadini a scendere in piazza: «Dimostreremo a noi stessi che siamo donne e uomini liberi»

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di Redazione
22 gennaio 2020
16:32
Catanzaro, Fabio Celia
Catanzaro, Fabio Celia

Dimissioni per il consigliere comunale di Catanzaro, Fabio Celia che in una nota assicura: «Ho appena depositato formalmente le mie dimissioni, che avevo inoltrato via mail e che ho fisicamente consegnato poco fa. Non erano in dubbio, non lo sono mai state».

La scelta di mettere la parola “fine” alla sua esperienza nell’Assemblea cittadina dopo la tempesta mediatica che si è scatenata su Palazzo De Nobili in merito all’inchiesta “Gettonopoli”.

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«Quello che sta accadendo a Catanzaro è una vergogna e ferisce nella dignità tutti i cittadini del capoluogo di regione. Siamo stati umiliati e siamo diventati lo zimbello nazionale. Ed allora serve reclamare a gran voce il riscatto, è necessario pretendere con forza il rispetto della nostra dignità. È il momento di agire, la storia va cambiata immediatamente. Scendiamo in piazza ed urliamolo a queste persone che senza pudore non rinunciano al loro potere ed alla loro poltrona».

Le parole contro il sindaco Abramo

Dure parole anche contro il sindaco: «Abramo prenda atto che è finita – prosegue Celia – e lo dice la storia, non io. Mi sono dimesso per questo, non perché sono colpevole di qualcosa. Sono vittima, di un sistema che produce migliaia di vittime e che ha ridotto questa città a sprofondare in quella che ora è un’emergenza sociale. Sono un uomo di sinistra, ho valori di sinistra, ma qui è tutta un’altra cosa. Non ci può essere catanzarese che non sia consapevole di quanto danno sia stato prodotto negli ultimi mesi alla città e – fa presente -  non c’è catanzarese che non sia arrabbiato per l’immagine data al Paese intero».

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«Il sindaco – scrive ancora Celia - si è occupato solo delle elezioni regionali, perché deve scappare con qualcosa in mano prima di mollare la presa alla gola dei catanzaresi. Con lui si aggiungono una serie di ex colleghi consiglieri che spudoratamente hanno deciso di giocare allo stesso gioco di Abramo, tenendosi poltrona e potere, naturalmente per rendiconto personale. Chi può smentire quanto dico abbia il coraggio di farlo. Altrimenti si unisca alla mia proposta: scendiamo in piazza Prefettura e riempiamola tutti insieme per dimostrare all’Italia intera che Catanzaro non è la città dei corrotti che i media nazionali stanno raccontando».

Celia: «Scendiamo in piazza»

All’appello «Si uniscano gli ex colleghi Nicola Fiorita, Gianmichele Bosco, Roberto Guerriero e Libero Notarangelo, si uniscano a noi anche le Sardine. Il movimento rappresentato da Jasmine Cristallo che sta già facendo sentire la sua voce di protesta in questo momento storico. Ma si uniscano pure tutti i cittadini, di centrosinistra, di centro o di centrodestra che siano. In ballo c’è la nostra dignità, c’è l’orgoglio di essere catanzaresi».

 

«Ognuno ha la sua tesi – conclude Celia – e sopra ogni tesi domina la sintesi. Quella che i catanzaresi per bene devono trovare per vincere questa battaglia storica. E ribadisco, vincere. Per decenni i catanzaresi si sono logorati nella rassegnazione. Ora è tempo di riscatto. È tempo di riprenderci la nostra città cominciando dalla piazza. Dimostreremo a noi stessi che siamo donne e uomini liberi, con il desiderio ossessionato di riscrivere la storia della nostra Catanzaro».

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