Election day

Centrodestra sfilacciato anche in Calabria ma ritrova unità sul referendum: «Si voti due giorni»

Rapporti sempre freddi nella coalizione, che si ricompatta solo nella richiesta di estendere le operazioni di voto anche a lunedì 13 giugno. E sulla stessa lunghezza d’onda si ritrova anche Jasmine Cristallo

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di Claudio Labate
5 aprile 2022
15:06
Election day: si voterà il 12 giugno per amministrative e referendum
Election day: si voterà il 12 giugno per amministrative e referendum

Unito alla Regione, sfilacciato nel capoluogo. La quotidianità del centrodestra italiano sembra seguire un copione ben preciso anche in Calabria, assomigliando sempre più ad un doppio binario. D’altra parte il gelo nazionale che a più riprese sembra dominare i rapporti tra Forza Italia e Lega da una parte e Fratelli d’Italia (sempre più in testa ai sondaggi di gradimento dei partiti) dall’altra, sembra – in attesa di un vertice risolutivo che tarda ad arrivare - riproporsi anche a livello locale e sui più svariati temi. Un esempio è rappresentato dalle amministrative che si svolgeranno il prossimo 12 giugno. Da nord a sud le situazioni che ripropongono la classica “compattezza” del centrodestra non si contano sulle dita di una mano. E anche a Catanzaro, le trattative per la scelta del candidato sindaco ha contribuito, tra abbandoni veleni e incomprensioni, a sfilacciare i rapporti della maggioranza uscente.

E al di là del botta e risposta al vetriolo tra Mimmo Tallini (che nel frattempo, col suo seguito, ha lasciato Forza Italia) e la coordinatrice regionale di FdI Wanda Ferro, la convergenza sul nome di Valerio Donato (già in campo col sostegno incassato dagli azzurri e dal Carroccio) sembra ancora lontana. Lo schema insomma, è quello che si ripropone in tutta la penisola.


Election day? Si ma in due giorni

L’unica cosa che sembra accomunare in questa fase – ma in alcuni casi con dei distinguo – è la richiesta di votare in due giorni nella tornata elettorale di giugno prossimo. Incassato infatti l’election day che accorpa le amministrative ai Referendum, ora il centrodestra preme per estendere il voto anche alla giornata di lunedì 13 giugno. L’obiettivo è quello di raggiungere il quorum – ad oggi insperato – per non rendere vana la battaglia sui cinque quesiti sulla giustizia approvati dalla Corte costituzionale. Alla richiesta di Matteo Salvini si sono uniti prima Silvio Berlusconi - «Abbiamo il dovere di combattere l’astensionismo e di favorire la massima partecipazione dei cittadini al voto» ha detto – e poi anche Giorgia Meloni.

Certo è che dietro i referendum si nascondono insidie che in primis il Carroccio vorrebbe evitare. Ecco perché, sostengono molti analisti, la faccia di Salvini si sta vedendo sempre meno. Perché un fallimento – a maggior ragione senza ottenere il quorum – sarebbe facilmente addebitabile al leader della Lega, che già dalla prossima settimana sarà in tour per l’Italia per sostenere i propri candidati alle amministrative.

Cristallo (Sardine): «Ipocrita parlare di risparmio»

In questa battaglia per l’estensione dell’election day al 13 giugno, il centrodestra ha una insolita compagna di viaggio. Si tratta di Jasmine Cristallo, attivista politica di sinistra meglio conosciuta per essere alla guida delle Sardine calabresi. Intervistata da “Il Giornale” la pasionaria catanzarese sostiene che «un tema così importante come il referendum sulla giustizia non può essere legato solo al mero risparmio economico».

Specificando comunque di parlare a titolo personale Cristallo reputa necessario votare in due giorni per garantire una più ampia partecipazione dei cittadini. La sardina calabrese non risparmia una frecciata alla sua area naturale di appartenenza - «ìl garantismo è l'espressione più compiuta della tutela dei diritti ed è scolpita nel dettato costituzionale – dice criticando sottilmente ma non troppo l’alleanza tra Pd e M5s -. È importante tornare ad occuparsene anche a sinistra». E a chi gli fa notare che alla fine voterà come Salvini, suo acerrimo nemico politico, Cristallo risponde così: «Il referendum non è lo strumento attraverso il quale marcare le differenti posizioni ideologiche e politiche. Le battaglie si fanno tutte nel merito anche se sul campo si può incontrare soggetti con i quali ci si scontra, poi, sul piano politico. Il problema è di chi non ha rimosso e non rimuove gli ostacoli che costringono a ricorrere ai referendum e mette i vari soggetti a dover attivare lo strumento referendario per avanzare battaglie di civiltà»

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