Il commissario regionale del Pd perde la faccia a Crotone e Oliverio si conferma temibile

VIDEO | L’azzeramento delle cariche del partito è durato solo 5 giorni poi la marcia indietro di Stefano Graziano che sbatte contro il muro del potere politico espresso a livello locale da Enzo Sculco e su scala regionale dal governatore. Una delusione cocente per i Giovani democratici, un pugno di ragazzi che da tempo denuncia che il re è nudo senza che nessuno li ascolti

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di Enrico De Girolamo
26 luglio 2019
19:43
Riunione del Pd di Crotone
Riunione del Pd di Crotone

Sul muro che circonda il fortino politico di Mario Oliverio, il commissario regionale del Pd ci è andato a sbattere il muso. Ma forte. Così forte che in appena 5 giorni si è dovuto rimangiare una delle poche cose giuste che aveva fatto in sei mesi, da quando si è insediato: commissariare il Pd di Crotone. La decisione di azzerare la segreteria e gli organi del circolo cittadino era giunta dopo la costatazione che i consiglieri comunali del Pd non hanno nessuna intenzione di fare opposizione al sindaco della città pitagorica, Ugo Pugliese, come chiesto loro dalla direzione provinciale. Anzi, del primo cittadino sono l’irrinunciabile stampella senza il quale rischierebbe di cadere.

 

A tirare le fila è il ras della politica crotonese e il principale sponsor di Pugliese, l’ex consigliere regionale Enzo Sculco, che con Mario Oliverio proprio a Crotone sta costruendo la ricandidatura del governatore. Ecco perché la mossa a sorpresa di Graziano è apparsa subito come uno sgarro inammissibile fatto a Sculco e all’inquilino del 10° piano della Cittadella. Le leve giuste sono state mosse, molto probabilmente anche a livello nazionale, e il commissario regionale del Pd è dovuto tornare sui suoi passi, rimediando una figuraccia di quelle storiche, che Striscia la notizia esalta con il celebre fuori onda di Emilio Fede.

 

Male, molto male, sono rimasti i Giovani democratici di Crotone un pugno di ragazzi che da tempo denuncia l’impermeabilità del Pd locale a qualunque tipo di reale partecipazione democratica. Sebbene nel partito crotonese la stragrande maggioranza dei militanti lamenti lo stesso vulnus, soltanto loro sono usciti allo scoperto accogliendo con soddisfazione la decisione di commissariare il circolo cittadino e salutando la cosa come un segnale, finalmente, di cambiamento. Mai speranza fu più vana.
«Il partito ha dimostrato scarsa serietà - afferma Alessandro Milito, coordinatore dei Giovani democratici di Crotone -. Il commissario regionale ha smentito se stesso in appena 5 giorni, e questo è molto grave per la credibilità del Pd. Che figura ci fai? Il circolo cittadino di Crotone esiste solo sulla carta, ma nei fatti non c’è, sono anni che lo diciamo. E anche quella storia delle 300 tessere consegnate per protesta contro la decisione di Graziano, è una farsa. Chissà perché quando si tratta di inscenare una protesta delle tessere, queste sono sempre 300, deve essere una sorta di numero magico buono per tutte le stagioni. La verità è che queste tessere non le ha mai viste nessuno. Nemmeno ci sono tanti iscritti a Crotone».

 

Per giustificare la marcia indietro, Graziano ha calcato la mano, affermando che il gruppo dirigente della città «ha fugato ogni dubbio sulla linea politica e nel rapporto con l’amministrazione Pugliese, della quale, di concerto con il partito provinciale, siamo nettamente all’opposizione».
Significa forse che il Pd ora non sarà più la stampella del sindaco targato Sculco?
«Ma non scherziamo – conclude Milito – non cambierà niente, figuriamoci se questo Pd fa cadere Pugliese».
La revoca del commissariamento, dunque, resta principalmente la classica “tafazzata” democrat e una vittoria di Oliverio, che ha dimostrato ancora una volta di essere il vero padre-padrone del partito in Calabria, nonostante la sua figura sia oggi più ingombrante che mai per la segreteria nazionale che vorrebbe vestirsi di nuovo, ma a quanto pare non ha né la forza né la credibilità per mettere fuori gioco il governatore.

 

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