Oltre l'80% dei comuni italiani dichiarati in dissesto finanziario negli ultimi cinque anni si trova in tre regioni del sud: Campania, Calabria e Sicilia. È quanto emerge dalla relazione al Parlamento della Corte dei Conti sui comuni in situazione di crisi. «L'aspetto di criticità - dicono i giudici contabili - è la forte concentrazione territoriale: Sicilia, Calabria e Campania raccolgono il 63,6% delle procedure di crisi nel complesso attivate e l'80,4% dei dissesti dichiarati». Nello specifico, sottolinea ancora la relazione, in Calabria il 54% dei Comuni ha sperimentato almeno una procedura, in Sicilia il 41% e in Campania il 39%. «Nei territori più colpiti - si legge nel documento - le crisi non possono essere ricondotte solo alla gestione del singolo ente, ma riflettono fattori economici, sociali, organizzativi e istituzionali che interessano l'intero sistema multilivello, con una forte eterogeneità degli interventi regionali, tra sostegno finanziario, assistenza tecnica, fondi di prevenzione e sistemi autonomi di monitoraggio».
«Tra i profili di criticità particolarmente rilevanti, il primo riguarda la limitata efficacia delle procedure. Solo il 16,1% dei riequilibri avviati risulta, infatti, formalmente concluso, mentre il 35,2% è sfociato nel dissesto. Dei 23 dissesti dichiarati nel 2025, 14 erano stati preceduti da un riequilibrio non andato a buon fine». È quanto riportato nella relazione al Parlamento della Corte dei Conti sui Comuni in situazione di crisi finanziaria, aggiornata al 31 dicembre 2025.

«Ulteriore elemento di criticità strutturale riguarda poi la durata delle procedure, con solo il 17,1% dei dissesti concluso, dal 2007, nel quinquennio previsto e 99 dei 227 dissesti ancora attivi che lo hanno superato. Dato, questo, di particolare attenzione, in quanto il protrarsi delle situazioni di crisi può incidere, secondo la magistratura contabile, sull'effettiva capacità degli enti di raggiungere un equilibrio finanziario stabile», precisano i giudici contabili.