Comuni a rischio default, il sindaco di Lamezia: «Un cappio al collo»

VIDEO | Paolo Mascaro parla a nome di tutti i primi cittadini che rischiano il dissesto dopo la sentenza che ha cancellato la possibilità di spalmare su trent’anni i debiti delle amministrazioni comunali

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di Tiziana Bagnato
18 marzo 2019
13:05

Da 41 milioni di euro di disavanzo a 28 in soli tre anni. Il tutto nonostante la norma che prevedeva la dilazione dei debiti dei Comuni in trenta anni, chiedesse il pagamento di poco più di un milione e 300 mila euro l’anno. Un buon inizio che potrebbe però non salvare Lamezia Terme dal rischio default.

 

E’ questa la sorte che potrebbe toccare a settanta comuni calabresi in tutto, dopo che la sentenza della Corte costituzionale, la 18 del 2019, ha cancellato la possibilità introdotta nel 2016 dall’allora governo Renzi di spalmare su trent’anni i debiti. E così Paolo Mascaro, da poco ricollocato nel suo ruolo di sindaco dal Tar, dopo quindici mesi di commissariamento per presunte infiltrazioni mafiose, si trova ad affrontare una situazione estremamente delicata. Ma la sua, ci spiega, è una battaglia a favore di tutti i primi cittadini: «Non possiamo essere lasciati soli con questo cappio al collo».

 

Qualcosa potrebbe iniziare a muoversi, ci dice: «Pare ci sia in vista un intervento legislativo». Il Governo dovrebbe, insomma, intervenire con un decreto ad hoc ma, si sa, il momento non è dei migliori e il Sud trema. La maggior parte delle amministrazioni a rischio sono infatti proprio nel meridione.

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