Nuovo capo della Prociv, la Regione ci riprova ma si dimentica la sentenza

VIDEO | La selezione è rivolta a soggetti esterni, ma lo scorso mese di aprile il Tribunale di Catanzaro aveva ordinato la sospensione della procedura affinchè si procedesse prima con la valutazione degli idonei interni

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22 dicembre 2019
10:00

«Nel bel mezzo della campagna elettorale che porterà la Calabria al voto il prossimo 26 gennaio e in un momento in cui buona prassi istituzionale suggerirebbe di aspettare la nuova amministrazione, Bruno Zito, dg del Dipartimento "Organizzazione e risorse umane" ha deciso di pubblicare l’avviso per l’individuazione del responsabile della Protezione civile regionale».

L'analisi della Csa-Cisal

Il bando, pubblicato sul sito istituzionale nella serata di venerdì 20 dicembre, è rivolto a soggetti esterni. «Una duplice forzatura», denuncia il sindacato Csa-Cisal, che ricorda la «procedura piuttosto tormentata per l'assegnazione dell'incarico, incarico da circa un anno assunto ad interim da Domenico Pallaria (ora al dipartimento “Lavori Pubblici”).

Cosa aveva stabilito la sentenza

«Si ricorderà - spiegano nel dettaglio dal sindacato - che il Tribunale di Catanzaro, con una sentenza del 26 aprile 2019, aveva “bocciato” l’operato della Regione. Al precedente avviso, bandito nell’estate del 2018, avevano partecipato quattro dirigenti interni dell’Ente».

 

«L’allora dg del dipartimento presidenza (proprio Pallaria) li dichiarò non idonei ad assumere il ruolo di responsabile della Prociv. Una scelta che i dirigenti impugnarono, vedendosi riconosciute le proprie ragioni dal Tribunale poiché l’avviso non aveva stabilito dei criteri oggettivi ai fini della valutazione».

 

Nel dispositivo si leggeva che la selezione poggiava: «su elementi non predeterminati», quindi «non è mai possibile alcun controllo estrinseco della correttezza della decisione e l’esercizio del potere di scelta del candidato, non ancorato a nessun parametro conoscibile e verificabile, appare in immediata antitesi con lo scopo della norma e con le regole di correttezza e buona fede». Il Tribunale ordinò la sospensione della procedura di selezione rivolta agli esterni che era stata attivata. Da allora, però, la Regione Calabria non avrebbe fatto nulla per "sanare la situazione". 

 

«Fino ad oggi è stato mantenuto l’interim a Pallaria. È evidente - attaccano dalla Csa-Cisal - che con il nuovo avviso natalizio di Zito c’è una macroscopica violazione del regolamento regionale nell’individuazione del dirigente non apicale (il numero 10 del 2015) che prevede dapprima un avviso interno e solo e soltanto dopo (assenza di candidature o di profili idonei) il ricorso a soggetti esterni».

 

«L’avviso interno – sottolinea ancora – in questo caso non è stato proprio fatto. Leggendo il contenuto del bando rivolto agli esterni (che doveva essere il secondo step), scopriamo che la Giunta, motu proprio, ha deciso lo scorso 20 settembre con delibera di non individuare nessuno all’interno dell’Ente come capo della Prociv. Ma sulla base di quale avviso? È stato mai pubblicato e perché non viene citato? Quali candidature sono state analizzate dalla Giunta - si domanda il sindacato. Dopodiché, l’estratto del verbale della seduta della Giunta, ripetiamo dello scorso 20 settembre, è stato trasmesso a dieci giorni di distanza al dipartimento del Personale. Ora Zito, tre mesi dopo, rende pubblico questo incredibile avviso rivolto a soggetti esterni che scade fra dieci giorni, quindi in prossimità di Capodanno». 

 

«Questo ennesimo attentato alla logica non può passare sottotraccia. In questo caso abbiamo nell’ordine: mancato rispetto di una sentenza del Tribunale, violazione del regolamento regionale sulle procedure per l’affidamento degli incarichi ai dirigenti e assoluta inopportunità temporale. È stato smarrito il senso della legalità in alcuni dipartimenti regionali. Come è possibile che il dg Bruno Zito si presti ancora a firmare queste incredibili forzature? C'è qualche interesse retrospettivo che ci sfugge?».

 

Prima di arrivare alla scadenza dei termini per le candidature degli esterni, quindi a Capodanno, il sindacato Csa-Cisal suggerisce che la procedura venga annullata in autotutela prima di Natale. «Si regali alla Regione Calabria - la conclusione - delle festività più serene e più legali».

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