Congresso Pd, Cuda: «La candidatura di Minniti un’opportunità per il partito»

Il segretario della Federazione Catanzaro a sostegno dell’ex ministro dell’Interno: «Sostenerlo vuol dire irrobustire e dare vigore al partito, cementare il rapporto fra periferie e centro, rendendo più efficace l’azione di governo del presidente Oliverio»

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22 novembre 2018
16:40
Gianluca Cuda
Gianluca Cuda

«Penso che la candidatura di Marco Minniti a segretario nazionale possa rappresentare per il Pd una opportunità seria che deve essere colta con coraggio ed orgoglio, perché si tratta di un calabrese e di una delle menti più lucide e capaci espresse dal Partito democratico». Così in una nota Gianluca Cuda, segretario del Partito democratico della Federazione Catanzaro che dichiara così apertamente il suo sostegno alla candidatura di Marco Minniti.


«Non sfuggono ai più, infatti, le importanti e positive ricadute che per il partito potrebbe avere dalla guida autorevole di Marco Minniti, non solo per la visione complessiva sui grandi temi che scuotono le democrazie moderne e le sinistre in particolare e, per quel che ci riguarda, un attento conoscitore del nostro territorio. Un’opportunità, tanto più perché ci ritroviamo alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali. Sostenere Marco Minniti vuol dire, infatti, irrobustire e dare vigore al partito nazionale e calabrese, cementare il rapporto fra periferie e centro, rendendo più efficace l’azione di governo del presidente Oliverio. Il mio auspicio – continua - è che questa candidatura possa rappresentare per il partito democratico e per quello calabrese un valido motivo per unirsi, per stare dalla stessa parte e ritrovare con responsabilità le ragioni che ci fanno stare insieme e appartenere alla comunità del Pd».

 

Per Gianluca Cuda «il prossimo congresso del Pd sarà decisivo per il mantenimento di una forza autenticamente riformista e per la tenuta democratica del nostro paese. E’ impellente la capacità di recuperare una lettura della realtà che abbiamo di fronte, dei tumultuosi cambiamenti sociali in atto, finanche nelle trasformazioni degli umori profondi degli italiani, per ritornare a comunicare e a parlare con il nostro popolo, che, per quanto smarrito e disaffezionato, ancora c’è ed esiste. Come dimostrano le partecipate manifestazioni spontanee delle settimane scorse di Torino e Roma.

La necessità di un congresso che ritorni ad essere un confronto di idee e di proposte. Capace di riannodare fili antichi di comunicazione sociale per ridare speranza di una prospettiva di riscatto, a partire da chi sta peggio e si sente sconfitto. Così come i candidati, tutti gli iscritti, i militanti, tutti i democratici di questo paese - conclude - potranno partecipare con la propria testa e dire liberamente la loro per una nuova fase e un nuovo inizio».

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