I consiglieri regionali della Lega: «A chi giova il clamore sul partito?»

I quattro esponenti del Carroccio siglano insieme una nota per denunciare una presunta campagna di denigrazione ai loro danni. E Mancuso smentisce la lite con Rauti. La nostra controreplica

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di Redazione
18 maggio 2020
13:03
Tilde Minasi, Filippo Mancuso, Pietro Molinaro e Pietro Raso
Tilde Minasi, Filippo Mancuso, Pietro Molinaro e Pietro Raso

I consiglieri regionali della Lega - Tilde Minasi, Filippo Mancuso, Pietro Raso e Pietro Molinaro - fanno quadrato e siglano una nota stampa consgiunta in risposta agli articoli sulle numerose tensioni che stanno lacerando il partito in Calabria.


«La Lega in Calabria – scrivono - esiste e qualcosa che esiste è vivo e ciò che vive ha carattere con tutte le sfumature in esso insite. Con buona pace di chi vorrebbe creare confusioni ad arte e gettare ombre su un partito che è riuscito a crescere ed affermarsi anche in Calabria, forse meravigliando molti e sparigliando obiettivi di altri. L’interesse mediatico degli ultimi giorni intorno alla Lega, infatti, farebbe pensare ad un interessamento imbastito quasi ‘ad arte’ per trovare ad ogni costo, anche riportando chiacchiericci e sentito dire, vulnerabilità e fornire all’opinione pubblica ed ai tanti elettori un quadro non edificante generato solamente da un ‘pourparler’ ben congegnato ma privo di un fondamento solido. D’altronde i confronti (nel senso letterale del termine che invece si vuol fare passare come dissidi) non si sviluppano solo tra gli aderenti alla Lega, ma riguardano tutti i partiti, perché nella normalità il dialogo costituisce il sale stesso del dibattito ed è la base per scambiare idee, opinioni e indirizzare il lavoro da svolgere».


La nota continua sottolineando che «probabilmente l’impegno svolto in tal senso infastidisce perché fa comprendere come vi sia una chiara volontà di interloquire e farci trovare pronti ai prossimi appuntamenti elettorali con la convinzione di poter essere presenti in maniera significativa».
«Qualsiasi piccola situazione interessi la Lega – prosegue il comunicato - sta divenendo, guarda caso, spunto di articoli, di editoriali, di analisi televisive o affidate ad altri mass media. Forse, viene naturale chiedersi, alberga qualche timore in più di qualcuno? Mentre altri tentano di perseguire strade di delegittimazione, però, i consiglieri regionali si recano quasi con cadenza quotidiana alla Cittadella non certo per cercare poltrone o inseguire interessi propri, ma in qualità di portavoce dei propri territori: il minimo per risolvere problemi è dunque l’interlocuzione con la presidente Santelli e i componenti della Giunta. Ma ciò (che combinazione) passa in secondo piano, perché è più conveniente far credere che la Lega si stia frantumando sotto i colpi dei personalismi».


Poi, i consiglieri del Carroccio tornano a ventilare complotti: «Sarebbe una notizia piuttosto domandarsi a chi giovi tutto questo clamore infondato, nonostante si stia lavorando, nonostante ci siano state smentite sulle uscite dal partito, nonostante la presenza capillare del vicepresidente della Giunta a Catanzaro, nonostante i contatti giornalieri, nonostante le riunioni che, come avvenuto per tutti, non si sono svolte in presenza nelle ultime settimane per ovvie ragioni. Dispiace e rammarica, perciò, dover registrare, con cadenza costante, esternazioni a mezzo stampa che sono ‘portate’ a descrivere in maniera artefatta lo status quo del partito in Calabria».


Infine, un messaggio ai propri elettori: «È di prioritario interesse, per quanto ci riguarda, tranquillizzare coloro che ci hanno accordato fiducia il 26 gennaio, affinché sappiano che hanno votato un partito che non ha alcuna intenzione di farsi destabilizzare da disegni altrui imbastiti per rafforzare il proprio consenso a discapito di altri esponenti politici, attuando la vecchia tecnica della denigrazione e del fumo negli occhi per la paura dei prossimi confronti alle urne o per il timore che la loro posizione, creduta intoccabile, possa ulteriormente traballare».

 

Al termine della nota, una postilla indirizzata solo alla nostra testata per l'articolo "Lega Calabria nel caos, tutti contro Rauti. Santelli telefona a Salvini: «Richiamalo»": «In aggiunta a quanto scritto il consigliere Filippo Mancuso smentisce integralmente la ricostruzione fatta dalla vostra testata. Nei confronti di Walter Rauti c'è stima e amicizia, un rapporto solido e un dialogo costante incentrato sulla condivisione e sulla volontà di costruire un progetto sano e duraturo. Un progetto di cambiamento che forse molti hanno interesse a minare e destabilizzare».


Risponde il vice direttore Enrico De Girolamo

Chi fa questo mestiere, scrivendo talvolta anche di politica, sa che esistono due tipi di smentite: quelle piene di parole, di richiami a complotti architettati a tavolino, di rimandi a oscuri registi dei quali, però, non si fanno mai nomi e cognomi; e poi ci sono le smentite secche, stringate e decise. Istintivamente ci fidiamo più delle seconde. Prendiamo atto, quindi, che tra Rauti e Mancuso non c’è stata alcuna lite, checché ne dica chi avrebbe sentito addirittura volare parole come: «Fuori di qui o ti prendo a calci nel…». Smentita secca e per questo più convincente.
Per il resto, non possiamo non notare che i consiglieri regionali della Lega, al netto dei panegirici, non nominano mai il segretario regionale Cristian Invernizzi e non smentiscono di aver chiesto alla presidente Santelli di non dargli retta e di trattare solamente con loro. Se c’è davvero un progetto che mira a destabilizzare la Lega in Calabria, più che prendersela con i giornali che fanno il loro mestiere farebbero bene a prendersela con se stessi.

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