Apertura delle scuole, lo schiaffo di Santelli al Consiglio che ha votato una mozione inutile

VIDEO | Neanche presa in considerazione la proposta che prevedeva di posticipare di 4 giorni l'avvio dell'anno scolastico negli istituti sede di seggio elettorale. E le fibrillazioni nel centrodestra aumentano alla vigilia del voto (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Riccardo Tripepi
18 settembre 2020
13:08

Uno schiaffo bello e buono quello che la giunta guidata da Jole Santelli ha assestato al Consiglio regionale in relazione all’apertura dell’anno scolastico.

La governatrice, che per l’ennesima volta non ha preso parte ai lavori della seduta pur riunendo la giunta in contemporanea in video conferenza visto alcuni assessori si trovavano a Reggio, non ha impiegato neanche 24 ore a rispedire al mittente la proposta relativa alla doppia apertura delle scuole calabresi.

Tempo perso

Dopo l’informativa dell’assessore all’Istruzione Sandra Savaglio il Consiglio ha approvato all’unanimità dei presenti, quindi senza il Pd che aveva abbandonato polemicamente l’Aula, una mozione che prevedeva l’apertura per il 24 settembre per le scuole non sedi di seggio elettorale e un rinvio al 28 per gli Istituti che invece ospiteranno le operazioni di voto.

Per di più la proposta unitaria di sintesi è venuta dal consigliere della Lega Filippo Mancuso e benedetta da tutti i componenti della maggioranza compresi i consiglieri della lista Santelli presidente.

Già nel pomeriggio del giorno seguente la riunione del Consiglio una stringata comunicazione dell’assessore Savaglio ha informato che la data dell’apertura delle scuole calabresi rimane unica e cioè quella del 24 settembre così come era stato originariamente stabilito dall’esecutivo.

Carta straccia

Praticamente Jole Santelli e i suoi assessori hanno considerato carta straccia la mozione formulata dalla stessa maggioranza che sostiene il governo e rendendo di fatto inutile il lungo dibattito a palazzo Campanella e forse la stessa seduta convocata in fretta e furia proprio durante il rush finale della campagna elettorale per referendum e comunali.

Centrodestra nervoso

Lascia pensare anche il silenzio del presidente Domenico Tallini e dei big del centrodestra che in nessun modo hanno replicato alla decisione della giunta che continua a viaggiare su una retta parallela rispetto a quella del Consiglio. Inevitabile dunque che a urne chiuse e risultati acquisiti si proceda a una verifica interna alla maggioranza. Specialmente se i conti non dovessero tornare nelle piazze più calde, a partire da Reggio Calabria, dove la scelta del candidato sindaco ha fatto toccare punte altissime di contrasto tra la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia.

Giornalista
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