Consiglio regionale, un'ora e mezza per decidere su cosa si può… decidere

Dopo due ore di ritardo sull'inizio dei lavori, la prima parte della seduta è stata dedicata alla discussione su cosa l’Assemblea possa fare o meno dopo il suo scioglimento avvenuto a novembre

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di Riccardo Tripepi
19 maggio 2021
17:02

Disagio trasversale”. L’espressione usata dal presidente della Commissione di Vigilanza, e componente della maggioranza, Domenico Giannetta (Fi) descrive pienamente quanto avvenuto in Consiglio regionale.

L’Assemblea, in regime di prorogatio dalla scomparsa del presidente Jole Santelli, è tornata a riunirsi per evadere una serie di provvedimenti amministrativi.


Come ormai prassi i lavori sono iniziati con due ore di ritardo. Non solo. La prima ora e mezza di riunione è stata dedicata ad un surreale dibattito sull’inserimento di mozioni e nuove proposte di legge e uno scontro tra maggioranza e opposizione sui reali poteri dell’Aula con il centrosinistra che, tramite il capogruppo del Pd Domenico Bevacqua, ha minacciato di abbandonare l’Aula in caso di discussione su norme che non avessero requisiti di urgenza e indifferibilità, «ma solo dal sapore pre elettorale».

«In questa maniera – ha detto ancora Giannetta – trasformiamo ogni seduta in teatro e invece forse dovremmo chiedere al governo, magari con una mozione unitaria, di ridare pieni poteri al Consiglio che è stato democraticamente eletto».

L’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo (Fi) ha sottolineato la necessità di cambiare atteggiamento da parte della minoranza. «Purtroppo viviamo una condizione che si trascinerà per un anno intero credo che sia necessario il rispetto e il confronto con le opposizioni ma non si può neanche chiedere che il governo regionale rimanga fermo. Abbiamo il dovere di approvare norme per garantire la gestione ordinaria».

Giuseppe Graziano (Udc) ha accusato: «Abbandonando i lavori continuamente avete fatto un torto non a chi governa ma a chi vi ha eletto».

Graziano Di Natale (Iric) ha specificato come «il perimetro entro cui il Consiglio può muoversi è stato stabilito dal Consiglio dei ministri e però vediamo che l’Assemblea si muove con il freno a mano tirato, mentre la giunta procede come se nulla fosse successo».

Francesco Pitaro (Misto) ha ribadito: «abbiamo detto da tempo che saremmo venuti in Aula soltanto per affrontare temi urgenti e indifferibili. Le avevo chiesto di mettere all’ordine del giorno il question time – ha detto al presidente Arruzzolo – e invece ho venti interrogazioni che aspettano risposta. Tra queste anche una sul corto di Muccino che risale a ottobre».

Debito sanitario da rinegoziare

Al termine dello sfiancante e incomprensibile dibattito è cominciata la discussione sull’ordine del giorno con l’approvazione di un provvedimento importante per la sanità calabrese, illustrato dal presidente della Commissione “Bilancio” Giuseppe Neri (Fdi), che prevede il rifinanziamento del debito sanitario fino al 2005. Si tratta di un prestito da 428 milioni con un rata annuale di circa 30 che può passare dal tasso di interesse di oltre il 5% al 2%.

Carlo Guccione (Pd) nell’annunciare il proprio voto favorevole ha però chiesto con forza che si arrivi a una quantificazione precisa del debito sanitario nel suo complesso anche per singola Asp e capire cosa abbia fatto davvero Kpmg che dopo avere incassato 11 milioni di euro per la propria attività per aiutare le Asp a stilare i bilanci evidentemente senza grande successo. Guccione ha poi chiesto che la Commissione Sanità si occupi di affrontare la questione. Proposta accolta subito dal presidente Baldo Esposito: «Dobbiamo capire cosa abbia fatto realmente Kpmg ma anche Agenas»

Giornalista
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