Politiche 2022

Contro l’euro, contro i vaccini, contro le armi all’Ucraina: i candidati di Italia sovrana e popolare a Reggio

L’alleanza elettorale che riunisce i partiti «anti sistema» rimarca i punti salienti del proprio programma. Ingroia attacca ancora il M5s e Granato parla di default causato dalla guerra

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di Claudio Labate
21 settembre 2022
09:32
Il comizio in piazza Camagna
Il comizio in piazza Camagna

Quando i big di Italia Sovrana e Popolare arrivano a Reggio, ieri sera, sono passate abbondantemente le 20. Il Corso Garibaldi svuotato per l’ora della cena si anima soltanto in piazza Camagna. Sostenitori convinti, con maglia rossa d’ordinanza, e semplici curiosi, allungano lo sguardo, quasi sbirciano per capire chi sono e cosa vogliono per il Paese i seguaci di Francesco Toscano, reduce da un corpo a corpo con Bruno Vespa, in quella che ancora oggi è considerata la “terza Camera” del Parlamento. Alla spicciolata la piccola piazza si gremisce. La lista “Italia Sovrana e Popolare” - che comprende al suo interno il Partito Comunista, Patria Socialista, Riconquistare l’Italia, Ancora Italia e Azione civile - per dirla con Toscano, «semplicemente vuole cambiare l'ordine delle cose».

Toscano: «Il nostro compito non è vendicarci ma pacificare»

Il presidente di Ancora Italia e l’ex magistrato Antonio Ingroia, completano a Reggio una giornata di campagna elettorale che li ha visti fino a qualche ora prima protagonisti in Sicilia.


«Siamo contenti del fatto che adesso tanta gente si è resa conto che l’isteria vaccinale ha provocato di fatto una torsione autoritaria, tanto dolore per nulla, persone costrette a vivere attaccati a un Qr code per niente. Dobbiamo pacificare questo Paese – dice Toscano - dalle gravissime ferite inferte da una classe dirigente irresponsabile che ha governato con la paura. Il compito di Italia sovrana e Popolare non sarà quello di vendicarci dei torti subiti ma di pacificare. Certo però non potrà essere un colpo di spugna. Faremo una commissione parlamentare di inchiesta per stabilire le responsabilità di quanto accaduto».

Basta obblighi vaccinali, basta strumenti di controllo digitale: per Toscano si deve aprire una nuova era. La sua condanna alla gestione dell’emergenza covid «con strumenti che non c’entravano nulla con il problema sanitario» coincide con la bocciatura del ministro Roberto Speranza: «Ormai tutti hanno capito che il lockdown, il green pass, erano strumentalizzazioni politiche di un problema sanitario. Speranza ha lasciato morire tanta gente che non poteva avere il conforto di un medico perché i malati venivano curati dai parenti. L'unica cosa che andava fatta era costringere i medici a visitare e curare i pazienti tramite antinfiammatori. Non è stato fatto ed è un vero e proprio crimine».

Un altro “basta”, Italia sovrana e popolare lo dice all’euro. «Dall'ingresso nell'euro è aumentata la povertà assoluta, l’indigenza, la distruzione del Welfare, la precarizzazione del lavoro. Non c'è un solo uomo, neanche il più innamorato, che può ritenere questa situazione un successo. Noi dobbiamo riappropriarci della nostra moneta, per ridare certezza alla classe lavoratrice, per ricostruire un tessuto sociale disintegrato da politiche di austerità che hanno drenato risorse dal basso verso l'alto a scapito dei ceti medi».

Ingroia: «Siamo l'unica forza politica anti sistema»

«Credo che gli italiani, nonostante una certa censura nei grandi media che abbiamo subito, hanno capito che noi siamo davvero l'unica forza politica anti sistema». Ne è convinto Antonio Ingroia che considera Isp l'unica che ha una soluzione per il carovita e il caro bollette, e che ha le carte in regola della lotta contro le mafie e contro la Ndrangheta, «mentre gli altri partiti hanno scelto sempre strade di convivenza con la mafia; l'unica che vuole riportare la Costituzione nella sua applicazione integrale dopo gli anni di pandemia in cui i diritti e le libertà dei cittadini sono stati compressi».

Ingroia insiste sulla patente antimafia di Italia Sovrana e popolare: «Non abbiamo nessun tentennamento. Se possiamo fare alcuni esempi di chi sventola pure la bandiera antimafia senza averne diritto, il Movimento 5 Stelle con il quale è stata approvata la riforma Cartabia definita da Gratteri e Di Matteo come la peggiore riforma della Giustizia. il Movimento 5 Stelle è lo stesso che ha bistrattato e maltrattato Di Matteo a che ha regalato gli arresti domiciliari a tanti ergastolani di mafia. L'unione Popolare di de Magistris – aggiunge l’ex magistrato - è quella che é sorretta da Potere al popolo che fino a poco tempo fa a chiedeva l’abolizione del 41 bis, il carcere duro dei mafiosi e l’ergastolo. Ecco perché noi siamo gli unici davvero intransigenti per voltare pagina».

Granato: «La guerra ci porterà al default»

Insieme a Toscano e Ingroia arriva, ma dalla fascia jonica reggina, anche la senatrice Bianca Laura Granato, nota per le sue posizioni “anti sistema” durante la legislatura che si è appena conclusa, a partire dalla mascherina: «Non è cambiato niente – dice -. Nelle RSA, negli ospedali, ancora si entra con tampone. Ci sono tante persone estromesse dalla possibilità di visitare i propri cari e questi luoghi si stanno trasformando sempre di più in dei lager. Sono misure assurde visto e considerato che purtroppo abbiamo constatato che i vaccini non servono ad arginare i contagi che circolano ugualmente. Bisogna fare un passo indietro, ma io vedo che c’è ancora la volontà di mantenere in piedi queste misure. Ora stanno allentando un po' la corda nell'attesa di ricominciare subito dopo le elezioni».

Anche rispetto al conflitto in Ucraina, il pensiero di Italia sovrana e popolare è netto, e Granato lo declina alla sua maniera: «Bisogna uscire da questo conflitto. Questa guerra che è stata sollevata con un pretesto, e sta portando l'Europa a schiacciarsi su delle posizioni che purtroppo la stanno danneggiando pesantemente. Le sanzioni che sono state inflitte alla Russia sono state solo il pretesto per far esplodere una speculazione sul rialzo dei prezzi dell'energia che sta danneggiando in maniera importantissima il nostro tessuto produttivo e a breve noi vedremo fallire aziende, tante aziende. Vedremo tanti padri di famiglia in mezzo a una strada se non fermiamo questo governo. Purtroppo non c'è molta speranza che il nostro paese si possa salvare da un avviato default che aspetta solo di chiudersi a beneficio delle multinazionali».

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