Convention di Toti, i dissidenti legati ai fratelli Gentile saranno in prima fila

Caduti nel vuoto gli ultimi appelli al governatore della Liguria per rinunciare alla manifestazione, il rischio scissione azzurra è sempre più alto. In Calabria c’è chi ci crede e si organizza per esserci

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di Riccardo Tripepi
4 luglio 2019
16:09

La attenzioni del centrodestra e di Forza Italia, a questo punto, sono tutte rivolte al teatro Brancaccio di Roma dove il governatore della Liguria Giovanni Toti terrà la sua convention il prossimo 6 luglio.

Lega e FdI tifano Toti

Proprio in queste ore Silvio Berlusconi, a palazzo Grazioli, sta facendo il punto della situazione con Mara Carfagna e gli altri coordinatori regionali, ma la sensazione è che Toti proseguirà dritto per la sua strada arrivando alla rottura e alla scissione da Forza Italia.
Così come si auspicano Matteo Salvini e Giorgia Meloni che vogliono una terza gamba moderata senza Berlusconi a sostenere la cavalcata di Lega e Fratelli d’Italia.

Dalla Calabria i pullman dei Gentile

Anche in Calabria la fibrillazione è massima. Il gruppo dei dissidenti legato ai fratelli Pino e Tonino Gentile ha ormai rotto gli indugi e sta allestendo anche dei pullman per dare un preciso segnale di presenza. In particolare è l’ex senatore Piero Aiello che sta invitando personalmente tutti i referenti d’area a prendere parte alla manifestazione. Sicuramente con i Gentile e Aiello dovrebbero essere presenti anche Baldo Esposito, Nazzareno Salerno e Alfonsino Grillo e i referenti istituzionali di “Calabria da Vivere”.

Chi ha declinato l'invito

Molti altri hanno declinato l’invito pur guardando con attenzione alle evoluzione romane. Salvatore Pacenza a Roma, Gianpaolo Chiappetta a Cosenza, così come gli uomini che si riconoscono in Nino Foti a Reggio Calabria non saranno nella Capitale, ma aspettano di capire quale sarà l’evoluzione interna ad un partito, ormai sull’orlo dell’implosione.

L'attesa di Santelli e Occhiuto

Per motivi diversi guardano a Roma anche la coordinatrice regionale Jole Santelli insieme ai fratelli Occhiuto che dopo l’inasprirsi degli scontri con il cerchio magico di Berlusconi, hanno esultato per la nomina di Mara Carfagna e per l’annunciata riorganizzazione del partito. Se però Toti dovesse tenere duro si potrebbero innescare dinamiche interne tali da annullare quanto fatto fin qui.

È evidente, però, che se dovesse davvero realizzarsi un’alleanza tra Lega, Fdi e “Italia in crescita” di Toti, con una Forza Italia agonizzante, potrebbero considerarsi definitivamente evaporate le residue possibilità per Mario Occhiuto di essere il candidato governatore del centrodestra.

Giornalista
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