Il caso

Corap, giallo sulle dimissioni del commissario Mazza: Cgil, Cisl e Uil chiedono chiarezza a Occhiuto

VIDEO | Le tre sigle sindacali diramano una lunga nota e incalzano il governatore della Calabria che nei giorni scorsi aveva strigliato l'uomo di Assindustria

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di Agostino Pantano
19 febbraio 2022
17:00

«Documenti ufficiali non ne abbiamo, siamo solo di fronte a notizie ufficiose che però sono molto fondate». Così Luciana Giordano, segretaria generale della Cisl Funzione pubblica, a proposito delle indiscrezioni che darebbero per certe le dimissioni di Enrico Mazza, il commissario liquidatore del Corap nominato nel novembre scorso dal presidente Roberto Occhiuto. Voci insistenti, e per ora non smentite, quelle che darebbero per avvenuto il primo forfait pesante nella gestione della Regione targata centrodestra, che proprio all’avvocato catanzarese aveva dato – come primo atto nel giorno stesso dell’insediamento della giunta – il compito di chiudere il consorzio regionale per l’industrializzazione per favorire il passaggio delle funzioni verso un nuovo soggetto da creare.

«Noi – prosegue la sindacalista – diamo per certo che il Corap non si possa salvare ma allo stesso tempo invochiamo chiarezza nelle decisioni da assumere anche perché una sentenza della Corte costituzionale vincola il mantenito dei livelli occupazionali in qualsiasi altro ente o agenzia che dovesse subentrare». Nelle stesse ore in cui dalla Cittadella trapelava l’indiscrezione sulla decisione di Mazza, che nei giorni scorsi era stato il bersaglio di una strigliata del presidente Occhiuto – che si riprometteva di incontrarlo per chiedergli di accelerare i tempi – Cgil, Cisl e Uil diramavano una lunga nota in cui fra l’altro lamentavano di non essere stati fin qui coinvolti. «Avevamo chiesto un incontro al presidente, all’assessore al ramo e allo stesso commissario – commenta Alessandra Baldari, segretaria regionale generale della Cgil Fp – ma non abbiamo ricevuto risposta. L’ultimo incontro sul tema risale al periodo della precedente giunta».


Insomma, anche il destino di quest’altro soggetto del sotto governo regionale – dopo quello di Sacal e Sorical – è diventato un rovello politico di non poco conto, tanto più che la nomina di Mazza era stata decisa nel vivo di una collaborazione, con Unindustria Calabria, presentata come tratto distintivo della gestione Occhiuto. «Se mai dovessimo essere convocati – conclude Baldari – ricorderemo che sulle funzioni del Corap esistono dei paletti normativi ben precisi, perché sebbene la depurazione possa essere delegata a soggetti diversi, ora pare che non sarà più Sorical ma un ente che l’Autorità idrica deve formare, la funzione di gestione delle aree industriali la Regione non può devolverla ad enti diversi dal Corap senza modifiche normative. Noi denunciamo la scarsa chiarezza, al di là dell’attuale impasse della liquidazione coatta amministrativa, rispetto ai tempi e alla rotta che la Regione vuole seguire».

Giornalista
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