Corigliano Rossano: le opposizioni “processano” Stasi su Enel, dirigenze e comunicazione

I gruppi consiliari di opposizione incalzano contro l’Amministrazione in carica

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di Matteo Lauria
14 ottobre 2020
17:44
Adele Olivo - Consigliere comunale di minoranza
Adele Olivo - Consigliere comunale di minoranza

Questione Enel, bando sulla comunicazione pubblica e nomine esterne dirigenziali. È su questi tre punti sostanziali che le forze di opposizione (Costantino Baffa – per il gruppo consiliare Lega Salvini- Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza - per il gruppo consiliare “Unione di Centro” Adele Olivo – per il gruppo consiliare “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”) incalzano il sindaco Flavio Stasi alle prese in questa fase anche con la redazione e approvazione del bilancio di previsione.

La minoranza lo accusa di incoerenza sul fronte della discussione attorno alla centrale Enel in cui da un lato chiede il «il contributo di tutti» dall’altro «manda i suoi seguaci a chiudersi all’interno della centrale insieme agli amici del Partito Democratico a parlare del nulla ed escludendo stampa, cittadini e gli stessi consiglieri comunali dalla partecipazione».
 

Bando sulla comunicazione

La minoranza vuole fare piena luce sul bando della comunicazione su cui da più giorni si discute circa modalità e criteri. «Una procedura lunghissima e pressoché inutile che ha tenuto impegnati uffici per un servizio che alla fine non servirà a nulla se non a soddisfare gli appetiti di visibilità del nostro sindaco.

Nient’altro. E la gara espletata, negli indirizzi dati dal sindaco e dall’Amministrazione comunale, non rispetta per niente quelli che sono i criteri imposti dalle leggi sulla trasparenza degli atti amministrativi tantomeno quella sulla disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.

Ci sarà da ridere quando scopriremo cosa e chi ci sta davvero dietro al bando per l’ufficio stampa (atteso che potrebbe essere dichiarato illegittimo dal momento che si poteva costituire internamente) che ha mosso montagne per partorire un topolino. Se si decide di offrire un servizio alla cittadinanza, come anche una struttura di informazione e comunicazione, è opportuno che venga allestita nel migliore dei modi. Non pensando al mero risparmio. A meno che non si agisca in malafede».

La polemica sulle dirigenze 


Per le forze di opposizione «il meccanismo di Stasi è questo: togliersi dalle scatole tutti i dirigenti a lui poco graditi e sostituirli con dei nuovi. Vai a spiegargli al sindaco che un Ente pubblico non si gestisce come una posta privata dove il titolare, a suo piacimento, cambia i fattorini. Le risorse interne vanno valorizzate, vanno motivate e, se sono “ostili”, vanno educate al bene comune. Questa è la capacità di un primo cittadino autorevole, non quella di essere un inutile taglia teste.

Ancor più se poi si commettono errori grossolani come quelli perpetratisi con la vicenda del dirigente Amica (dapprima amico del sindaco e poi suo capro espiatorio per l’evidente errore commesso sulla vicenda del pozzo di Schiavonea) dove stanno venendo fuori dettagli grotteschi, di Stasi e del segretario Lo Moro, che potrebbero essere presto risaltare all’attenzione sia dalla Corte dei Conti che dalla stessa Prefettura».

 

 

  

 

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