Conflitto interno

Corigliano Rossano, venti di crisi nella maggioranza del sindaco Stasi: «Sono solo turbolenze fisiologiche»

Sindaco e maggioranza in silenzio in vista dei lavori consiliari di domani. Rompe il ghiaccio il consigliere Mattia Salimbeni: «Siamo fiduciosi»

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di Matteo Lauria
19 settembre 2021
13:45

Ore convulse all’interno della maggioranza di Governo dopo lo strappo dello stesso sindaco Flavio Stasi nel disertare i lavori del consiglio comunale ultimo scorso all’insaputa, secondo fonti accreditate, persino di una parte (area coriglianese) della stessa maggioranza. Un messaggio inequivocabile di chi appare scocciato dalla pioggia di rivendicazioni provenienti da vari settori, alcune delle quali avrebbero ben poco di politico e marcatamente di matrice localistica. Il primo cittadino si è arroccato in un silenzio assordante, né note social tantomeno comunicati.

Idem le forze di maggioranza travolte dalla prima crisi da quando si è insediato il Governo Stasi. Una battuta laconica siamo riusciti a strapparla al Consigliere comunale di Corigliano Rossano domani (maggioranza) Mattia Salimbeni questa mattina in un centro sportivo: «Sono turbolenze fisiologiche all’interno di una maggioranza. Mi preoccuperei del contrario, se non ci fosse dialettica verrebbe meno lo spirito del confronto». Il Consigliere Salimbeni non si sottrae alla domanda su quello che potrà accadere domani all’interno del civico consesso convocato in seconda convocazione: «Turbolenze che, siamo fiduciosi, rientreranno».


Il problema c’è, dunque, ma il conflitto non è da crisi politica a tal punto da compromettere la continuità dell’azione amministrativa. Si ipotizza una verifica dell’esecutivo e la conseguente rimodulazione della giunta. Manca una severa discussione sui grandi temi: il lavoro, l’occupazione, il rilancio dell’economia, la fusione, l’Enel, le infrastrutture, la giustizia, le imprese, il commercio. Mentre invece trova spazio la polemica sulla maggiore attenzione che si presta alle due ex città di Corigliano e di Rossano, alla stregua di chi sta con il misurino in mano per verificare giorno per giorno il tasso di equilibrio tra gli interventi che si fanno su Rossano o su Corigliano, e viceversa.

Il processo di fusione culturalmente presenta delle ostilità, lo si sapeva sin dall’inizio e qualsivoglia amministrazione avrebbe incontrato difficoltà di gestione. Basti pensare che a Lamezia (frutto di una fusione di tre comuni Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia) ancora oggi si rivelano resistenze e sono trascorsi oltre 50 anni dall’avvenuta fusione amministrativa. Però, oggi, Lamezia può godere di una centralità geografica, politica e territoriale che prima non aveva.

C’è chi chiede, quindi, una verifica dell’azione di governo e il successivo azzeramento della giunta o eventuale rimpasto, mettendo al centro delle eventuali responsabilità gran parte dei giovani assessori che oggi fanno parte dello staff del sindaco Stasi. Il quale, di suo, avrebbe esercitato forti pressioni sugli assessori, a tal punto da richiamare una locuzione abbastanza familiare ai più : “Non si muove foglia che Stasi non voglia”. Se così è criminalizzare gli assessori, peraltro alcuni alla prima esperienza, senza mettere in discussione il ruolo del sindaco o dei consiglieri che sostengono parte degli assessori, è come puntare l’indice sulla parte debole di un sistema politico che subisce le contrazioni culturali dell’Italia di oggi carica di disvalori.  

Nelle elezioni regionali in corso, all’interno della stessa maggioranza Stasi si rinvengono sensibilità politicamente contrapposte, su linee di pensiero e programmatiche diverse. Come si può fare sintesi quando la si pensa in maniera diversa? Ci sono fusionisti e anti-fusionisti nelle stesse liste, c’è chi sostiene candidati che riflettono visioni di territorio eccessivamente distinte. Una giostra che è frutto di una cultura politica che invade la partitocrazia ai vari livelli: locale, regionale e nazionale. Ed ecco che nella confusione, quando i toni si estremizzano, una crisi accesa si può trasformare in un irrigidimento delle posizioni.

Si tornerà in consiglio domani pomeriggio alle 16,30, in modalità mista, e non sono da escludere nuove tensioni nello spazio antistante il Palazzo di Città con la presenza di presidi della rete dei disabili e degli ex lavoratori addetti al verde pubblico. Tra i punti all’ordine del giorno:  interventi per la protezione e la valorizzazione del Patrimonio Boschivo della Città di Corigliano- Rossano”; Legalità, questione Polizia Municipale; Problema disabilità alla luce della delibera di giunta Regionale n.394 del 17.08.2021; Statale 106, nuovo tracciato”.

Giornalista
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