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Corigliano-Rossano, governo Stasi in crisi ma nessun accordo con il Pd. Zagarese: «Apertura solo su grandi temi»

VIDEO | Alleanza fallita tra il sindaco e il partito di Letta disposto però a trattare su alcune questioni, dalla sanità alla statale 106: «Commissariamento? Sarebbe deleterio per la città»

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di Matteo Lauria
28 ottobre 2021
14:54

Il Pd resta all’opposizione, niente stampella. L’amministrazione Stasi non ha adempimenti perentori a rischio di decadenza, almeno nell’immediatezza, da approvare in Consiglio comunale. Per il primo vero banco di prova occorrerà attendere il prossimo anno quando si affaccerà la tematica dell’approvazione del bilancio di previsione. Il tempo c’è, quindi, per lavorare su più fronti e tentare di irrobustire i numeri nel civico consesso. La maggioranza può godere del supporto ufficiale di 13 consiglieri comunali su 25 (incluso il sindaco) dopo la fuoriuscita del gruppo consiliare di Corigliano Rossano Domani con il quale il rapporto si è bruscamente interrotto. Maggioranza risicata, dunque, che necessita di una più ampia rappresentanza. È in questo contesto che si era aperta una trattativa con il Pd al fine di avviare una discussione ampia e serena circa la possibilità di un eventuale sostegno, anche esterno, alla Giunta Stasi.

Niente accordi tra la maggioranza Stasi e il Pd

La questione è di ordine politico, sul tappeto almeno due caselle da occupare: l’assegnazione del settimo assessorato (attualmente congelato) e la presidenza della commissione Statuto. L’apertura al dialogo tra Pd e Stasi si è rafforzata quando il sindaco ha confermato la sua collocazione a sinistra, caratterizzando l’amministrazione con un orientamento di centrosinistra. L’amministrazione Stasi si presenta al corpo elettorale nel 2019 con una coalizione civica al cui interno presentava espressioni riconducibili a Forza Italia (una delle componenti è presente nel gruppo dei dissidenti di Corigliano Rossano Domani), oggi passata all’opposizione.


Corigliano-Rossano, Pd contrario all’ipotesi di commissariamento  

Da una riunione tutta interna al partito di Letta è emerso, a chiare note, un atteggiamento di leggera apertura: il Pd rimarrà all’opposizione ma è disponibile a sostenere l’amministrazione sui grandi temi. Tra questi: la fusione. «Alquanto minata in questo momento, afferma il capogruppo Zagarese (Pd), anche a causa della crisi di governo in atto. L’amministrazione su questo versante ha delle gravi responsabilità, rinvenibili in condotte negligenti e di noncuranza rispetto ad alcune problematiche ed esigenze della nuova città. Ora è partita un’azione di rilancio amministrativo, il sindaco adesso deve riacquistare la fiducia dei cittadini evitando slogan e annunci».

Tuttavia, le questioni su cui è possibile dialogare sono tante, a partire dal tema della sanità, l’ospedale unico, la statale 106, il disagio sociale, la centrale Enel. «Tutte argomentazioni in cui l’Amministrazione potrà trovare un alleato a condizione che vi sia un approccio serio e responsabile». Il capogruppo Zagarese non è per l’attuazione di atti estremi a tal punto da sostenere una sfiducia: «Siamo contrari all’arrivo di un commissario, sarebbe una soluzione deleteria proprio per la costruzione della nuova città». Sull’ipotesi di una eventuale elezione a presidente della commissione Statuto, Zagarese afferma: «Non ho il tempo materiale per presiedere un organismo di siffatta importanza, ma nella minoranza ci sono delle figure autorevoli adeguate a ricoprire questo ruolo».   

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