Coronavirus, Bevacqua: «Potenziare organico nella sanità calabrese»

È L’appello che il consigliere regionale lancia alla presidente della Calabria Jole Santelli: «L’insufficienza numerica degli operatori sanitari è un dato inconfutabile. Bisogna intervenire»

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di Redazione
1 marzo 2020
17:38
Domenico Bevacqua
Domenico Bevacqua

Un potenziamento degli organici nella sanità calabrese in tempi rapidi: è quello che chiede il consigliere regionale Domenico Bevacqua sottoponendo la questione alla Regione Calabria sulla necessità di affrontare l’emergenza coronavirus «senza senza isterie e con estrema razionalità, ma la preoccupazione per lo stato della sanità calabrese non può essere taciuta e deve essere fatta propria da tutti i livelli istituzionali».

 

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«Assunzioni straordinarie nella sanità calabrese»

«Dieci anni di commissariamento hanno desertificato le strutture ospedaliere, rendendone talora precaria la stessa sussistenza - continua Bevacqua. - Ecco perché sono certo che la presidente Santelli non mancherà di accogliere l’appello a una interlocuzione serrata con il Ministero della Sanità per raggiungere in tempi rapidi un potenziamento degli organici».

                                                    

«A cominciare, come da più parti proposto, dalla possibilità di assumere con contratti di formazione-lavoro gli specializzandi giunti agli ultimi due anni di corso, unitamente alla opportunità di scorrere le graduatorie degli idonei anche oltre i posti messi a bando». «C’è bisogno di un piano straordinario di assunzioni immediato - aggiunge il consigliere regionale - Non si tratta di allarmismo ingiustificato: più semplicemente, si tratta di prendere atto dello stato dei fatti, così come confermato anche da Walter Ricciardi, consigliere straordinario del ministro Speranza».

 

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«In Calabria insufficienza numerica degli operatori sanitari»

«L’insufficienza numerica degli operatori sanitari in Calabria è un dato inconfutabile e necessita di un approccio serio che superi il blocco turn over e le lentezze ordinarie dei piani di assunzione. Già oggi, in proiezione dei prossimi quattro anni, si stima una mancanza in Calabria di 1.400 medici ospedalieri».

 

«Lo scorso dicembre, ben prima dell’affacciarsi dell’attuale epidemia, si è chiesto al ministero di verificare direttamente il fabbisogno delle varie aziende sanitarie e avviare un piano straordinario per i concorsi - specifica Bevacqua - affidando a un organismo nazionale come il Formez, o a una struttura ministeriale creata ad hoc, il loro espletamento: ciò consentirebbe di garantire maggiore tempestività e trasparenza nelle assunzioni, alleggerendo le Asp calabresi e offrendo in tempi brevi una risposta efficace alla carenza di personale».

 

«Questa emergenza – conclude Bevacqua – potrebbe rivelarsi un’occasione per ripensare complessivamente e organicamente un sistema che sta rivelando tutte le storture di un decentramento attuato senza una perequazione di partenza». 

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