Coronavirus, Falcomatà contro la Regione: «Informazioni censurate»

Il sindaco di Reggio Calabria critica la decisione di sospendere i bollettini delle singole aziende: «Santelli torni sui suoi passi e chieda scusa»

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di Redazione
8 aprile 2020
15:33
Giuseppe Falcomatà
Giuseppe Falcomatà

«Il popolo di Reggio vuole sapere i reali motivi che si nascondono dietro la scelta di censurare l'informazione che, quotidianamente, il Grande ospedale metropolitano forniva sulla situazione dei contagi da Coronavirus in città».
Lo afferma il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà criticando la scelta dell'ente guidato dal presidente Jole Santelli di «avocare a sé l'intera filiera della comunicazione istituzionale sul Covid-19».

«Regione torni sui suoi passi»

«La Regione – aggiunge Falcomatà – torni indietro sui suoi passi, chieda scusa e, piuttosto, ampli lo spettro delle comunicazioni diffondendo, come io stesso ho richiesto attraverso una nota ufficiale, dati precisi sui contagi divisi per sesso, fasce d'età ed ogni singolo Comune. Non è recidendo il rapporto di fiducia fra istituzioni e comunità che si risolvono problemi evidentemente interni e che, come affermato dalla stessa Regione, riguardano la gestione univoca dei flussi d'informazione».

«Bollettini ci rendevano protagonisti»

«Non è accettabile – continua Falcomatà – che mentre i cittadini pretendono, giustamente, chiarezza e massima trasparenza accettando sacrifici e ristrettezze sotto ogni punto di vista, adesso si impedisca d'imperio al Gom di divulgare il bollettino giornaliero sul numero dei tamponi effettuati e sugli eventuali esiti positivi degli stessi. Il Gom, anche sotto questo profilo d'interesse etico, era diventato centrale in quella che è la funzione sociale della medicina, basata sull'aggiornamento costante fornito alla popolazione, tenendola continuamente informata su ogni passo in avanti fatto nella battaglia contro questo virus beffardo. Quindi, non ci stancheremo mai di ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari per la professionalità, i sacrifici ed anche per il modo e metodo col quale si sono, fino a ieri, interfacciati con la gente. Attraverso i bollettini quotidiani ci hanno fatto sentire protagonisti, insieme, nella prima linea di una battaglia sociale che appartiene a tutti noi».

«Insensata la scelta della Regione»

«La nota della Regione – afferma Falcomatà – è priva di ogni senso. Anziché approfondire, allargare, integrare e migliorare l'informazione su quelli che sono i numeri della pandemia nella città di Reggio Calabria, da Catanzaro hanno deciso di chiudere l'informazione, ovvero l'unica cosa che doveva rimanere aperta in una regione che avrebbe dovuto tenere chiuso tutto il resto. Avevamo chiesto dove fossero finiti i nuovi 15 contagiati riscontati dalla Protezione civile regionale, ma mai certificati dal Grande ospedale metropolitano. Che fine hanno fatto? Si sono persi? Dove sono questi numeri? Ciò basti a comprendere che non si può tagliare l'informazione quando, invece, servono maggiori chiarimenti. Chiedete scusa. Abbiate l'umiltà di farlo e dite che avete sbagliato perché nessuno è infallibile in questo mondo. E non ve lo chiede uno sindaco di un Comune che ha un'appartenenza politica diversa dalla vostra. Non c'entrano niente queste cose. Ve lo chiede un'intera comunità che sta facendo enormi sacrifici. Ve lo sta chiedendo un popolo».

«E le istituzioni, nei confronti del popolo – conclude Falcomatà –, devono essere sempre credibili, altrimenti ognuno può arrogarsi il diritto di diffondere fake-news e bufale alimentando sospetti, incertezza e confusione. Tornate sui vostri passi: abbiate la serietà di saper chiede scusa e di dire che avete commesso un errore, che avete preso una decisione avventata senza tenere conto delle ricadute sociali sulla comunità».

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