Coronavirus, zero contagi e guariti in aumento: la Calabria diventa “regione aperta”

I dati continuano a essere confortanti. E Santelli lancia la fase 3: «Pronti ad accogliere i turisti». Intanto infuria la polemica sui passaporti sanitari. I governatori del Sud li vogliono, ma il ministro Boccia frena

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di Pietro Bellantoni
29 maggio 2020
11:23

Calabria regione aperta. O ancora: Calabria Covid free. I dati sulla situazione epidemiologica continuano a essere confortanti e la governatrice Jole Santelli lancia la “fase 3” sulla scorta di nuovi claim come «superiamo la paura» e «la Calabria è aperta ai turisti».

I dati sanitari

I recenti dati sanitari sembrano giustificare il nuovo cambio di passo. Anche ieri contagi zero – come avvenuto solo in altre tre regioni: Basilicata, Umbria e Sardegna – e guariti in continuo aumento. In tutta la Calabria, secondo i dati del Bollettino ufficiale della Regione Calabria, sono 31 le persone ricoverate, di cui solo una in rianimazione.

 

Nel Crotonese non si registrano nuovi contagi da circa un mese e ieri il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, ha annunciato che, per la prima volta dall'inizio della pandemia, in città non ci sono casi più positivi. La Calabria è insomma nel novero delle regioni che possono guardare alla prossima stagione estiva con un cauto (e relativo) ottimismo.

Le parole di Santelli

Ne è convinta Santelli che, in un'intervista rilasciata oggi al Quotidiano nazionale, spiega la situazione attuale: «I numeri sono stati veramente ridotti, anche nei ritorni, e questo ci consente di dire: superiamo la paura, la Calabria è aperta. Dobbiamo cercare di utilizzare questa estate nel senso positivo del termine. Tutti insieme, noi Calabria e noi calabresi, abbiamo fatto sforzi enormi per mantenere integra la nostra regione».

 

La governatrice ha ribadito il concetto anche a 24 Mattino su Radio 24: «Porte aperte della Calabria ai turisti. La Calabria li aspetta nella sua veste migliore e credo che fare una vacanza in Calabria significa poi ritornarci sempre».

I governatori aperturisti

Il 3 giugno, che dovrebbe segnare l'inizio della fase 3 e della libera circolazione tra regioni, è dietro l'angolo, ma proprio i territori Covid free come la Calabria temono gli arrivi dalle "zone rosse" e in particolare dalla Lombardia, che oggi ha il 65% dei casi di tutta Italia.

 

Il governatore Attilio Fontana è sicuro che, tra pochi giorni, anche suoi concittadini saranno «liberi di circolare in tutta Italia». La pattuglia dei presidenti “aperturisti” è in effetti molto ampia. Ne fanno parte Emiliano (Puglia), Toti (Liguria), Bonaccini (Emilia), Tesei (Umbria) e Zaia (Veneto).

Ieri, tuttavia, Santelli ha invocato l'attenzione dell'esecutivo Conte: «Questo è il momento dell'unità nazionale, chiediamo però al governo di non scaricare sulle regioni di arrivo i controlli delle persone provenienti da zone in cui c'è stata una maggiore incidenza di contagi. Le precauzioni vanno adottate alla partenza».

Il passaporto sanitario

La questione che in questo momento complica ulteriormente il rapporto tra Regioni e governo riguarda il cosiddetto “passaporto sanitario”, una sorta di patente in grado di certificare la negatività al Covid dei turisti.

 

Su questo punto, il governatore della Sardegna, Christian Solinas, non sembra disposto a cedere: «Chi arriva senza certificato, dal mio punto di vista non può imbarcarsi in partenza, quindi non arriva in Sardegna». Meno perentorio ma altrettanto deciso il presidente di un'altra isola, Nello Musumeci, al lavoro su un protocollo stringente per limitare gli accessi alla Sicilia.

Il nodo dovrà essere sciolto dalla prossima Conferenza Stato-Regioni, anche se il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, non vuole saperne: «Rileggete l'articolo 120 della Costituzione, una regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono e basta».

Tiepida anche Santelli: «Abbiamo già avuto un problema esodo e in quell'occasione abbiamo riflettuto sul passaporto sanitario ma era complicatissimo. In occasione dell'ultimo decreto che ha consentito di tornare alle proprie residenze e abitazioni creando scompiglio ulteriore, noi abbiamo fatto controlli a tappeto su treni aerei, e controlli stradali facendo oltre 6mila tamponi e risultati sono stati rassicuranti».

 

Passaporto o no, la Calabria dovrebbe essere una delle prime regioni a tornare alla normalità ante-pandemia.

bellantoni@lactv.it

Giornalista
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