Cosenza, acqua: il sindaco Occhiuto: «Battaglia per la verità no contro Sorical»

Il primo cittadino chiarisce i termini della querelle: «L'acqua è un bene pubblico e non può essere negoziato»

7 agosto 2017
17:46
Il sindaco Mario Occhiuto
Il sindaco Mario Occhiuto

"Non facciamo una battaglia contro Sorical, ma facciamo una battaglia per la chiarezza e per la verita'". Lo ha detto Mario Occhiuto, il sindaco di Cosenza, nel corso di una conferenza stampa in cui ha voluto chiarire i termini della querelle con la Sorical. "Noi abbiamo ridotto di molto le perdite, con risorse del bilancio comunale - ha detto Occhiuto - ed era Sorical che invece doveva farlo".

 

“Vinta una battaglia”

"Risorse che sono state attribuite dallo Stato alla Regione, per essere trasferite ai Comuni, per l'efficientamento idrico, - dice Occhiuto - in effetti non sono state utilizzate". "Abbiamo vinto un'altra delle nostre battaglie, che riguarda un'ordinanza sindacale urgente, per ottenere quella quantita' minima di acqua, essenziale per i cittadini - ha aggiunto il sindaco di Cosenza - e va tutelato il diritto che i cittadini hanno di utilizzare questo bene, e questo e' un principio che e' stato e viene violato dalla Regione Calabria, ora che viene presentata un'altra legge regionale che scarica sui sindaci e sui comuni le responsabilità del passato".

Il provvedimento del Tribunale superiore delle Acque

Il riferimento e' al provvedimento del Tribunale Superiore delle Acque, che ha legittimato, secondo il Comune di Cosenza, l'ordinanza contingibile e urgente dello scorso 16 gennaio, emanata da Occhiuto. "Mi stanno contattando molti altri sindaci - ha detto Occhiuto - e tutti possono fare come noi: non solo chiediamo di avere una quantità minima di acqua, ma faremo un'azione risarcitoria nei confronti della Regione, per tutte quelle attività che negli anni dovevano essere poste in atto e che Sorical non ha fatto per evitare la dispersione delle acque nel sottosuolo e le interruzioni che ci sono state, cioè tutto ciò che i cittadini hanno pagato in più". "L'acqua e' un bene pubblico e non può essere negoziato", ha concluso Occhiuto. (AGI)

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