Cosenza, la crisi politica nell'uovo di Pasqua (con le luminarie) voluto da Occhiuto

L'installazione decorativa decisa dal sindaco mette a nudo le tensioni nella maggioranza di Palazzo dei Bruzi. E ora il primo cittadino rischia di restare in minoranza

di Salvatore Bruno
3 aprile 2020
16:18
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C’è anche l’installazione di un paio di luminarie, la prima a forma di uovo di Pasqua posizionata allo svincolo dell’autostrada, l’altra collocata nell’area del complesso ospedaliero dell’Annunziata raffigurante l’icona della Madonna del Pilerio, alla base dell’incrinatura dei rapporti tra il sindaco di Cosenza ed un gruppo di consiglieri della maggioranza di Palazzo dei Bruzi, firmatari di un documento critico nei confronti dell’operato di Mario Occhiuto.

Cinque dissidenti

Il fronte del malcontento si allarga: a sottoscrivere la nota ci sono due dissidenti della prima ora, Sergio Del Giudice e Davide Bruno, i due esponenti di Fratelli d’Italia Giuseppe D’Ippolito e Annalisa Apicella da tempo in rotta di collisione con le posizioni del primo cittadino al quale avevano chiesto un azzeramento della giunta, e anche Gisberto Spadafora, anche lui attratto in questo periodo dalle sirene del partito di Giorgia Meloni e segnalato in avvicinamento verso la corrente riferita alle posizioni politiche del neo assessore regionale Fausto Orsomarso.

Decorazione inopportuna

Al sindaco viene rimproverato anche l’apertura di sportelli al pubblico per la ricezione delle richieste del bonus spesa che avrebbero, secondo i firmatari della nota, innescato un andirivieni di persone presso i diversi punti di consegna dei moduli. E sull’installazione della decorazione pasquale, il gruppo dei cinque consiglieri è lapidario: nel rispetto delle vittime di questa terribile tragedia, non può esserci altra simbologia se non quella delle bandiere a mezz'asta che campeggiano sulla casa comunale.

La replica dei sostenitori di Occhiuto

Ai dissidenti è arrivata la replica dei sostenitori di Mario Occhiuto, nella quale si ricordano i provvedimenti adottati per contenere l’epidemia con anticipo rispetto alle prescrizioni governative. Ma questo documento reca la firma di soli dodici consiglieri (Pierluigi Caputo, Anna Rugiero, Luca Gervasi, Fabio Falcone, Gaetano Cairo, Vincenzo Granata, Francesco Cito, Pasquale Sconosciuto, Francesco Spadafora, Maria Teresa De Marco, Piercarlo Chiappetta, Antonio Ruffolo): pochini rispetto al numero minimo necessario per mantenere in piedi l’amministrazione.

Si guarda al voto del 2021

In questo contesto, il rischio che all’interno del consiglio di Palazzo dei Bruzi vengano meno i numeri è più che concreto. Ma ormai la consiliatura volge al termine, per cui la sfida più importante è quella della prospettiva. E quindi della preparazione della sfida elettorale del 2021. Coronavirus permettendo

Giornalista
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