Covid e Natale, Spirlì: «Governo chiede ancora rinunce, non sa che pesci prendere»

VIDEO | Il presidente ff sulle decisioni in vista del periodo natalizio: «Folle questo continuo ondeggiare. I nostri numeri sono davvero bassi, grazie a Dio e grazie al comportamento dei calabresi e grazie ai nostri sanitari»

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di Redazione
18 dicembre 2020
13:19

«Ci sembra folle questo continuo ondeggiare del governo nazionale, che non sa che pesci prendere da mesi ormai». A dirlo è stato il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, a margine di una conferenza stampa nella sede della Giunta, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle decisioni anti Covid 19 del governo nazionale in vista del periodo natalizio.

«Oggi – ha sostenuto Spirlì - abbiamo una convocazione con i ministri Boccia e Speranza, parleremo di vari temi tra cui il nuovo decreto che dovrebbe regolamentare i comportamenti durante il periodo natalizio. Come presidenti di Regione della Lega abbiamo già detto la nostra: pur rispettando la necessità e l'urgenza di contrastare gli assalti del virus, però – ha osservato il presidente facente funzioni della Regione Calabria - è anche vero che non possiamo continuare a chiedere agli italiani non più sacrifici ma rinunce totali. Ci sembra folle questo continuo ondeggiare del governo nazionale, che non sa che pesci prendere da mesi ormai. Da ottobre ci hanno detto di chiudere tutto così a Natale potevano stare tutti insieme e ora invece, come vediamo, vogliono chiudere tutto».


«Abbiamo 300 persone ricoverate, abbiamo 20 posti di terapia intensiva occupati - ha sottolineato Spirlì - quindi vuol dire che tutto si è regolarizzato e non abbiamo quei numeri spaventosi che – ha osservato il presidente della Regione Calabria - tutti quanti pensavano dovessero arrivare in Calabria. Ci avevano assegnato la bandiera nera prima ancora di vedere in che condizioni stavamo. Sappiamo perfettamente che la nostra sanità è in ginocchio ma è anche vero che la qualità dei nostri sanitari è talmente alta che la gente torna a casa dall'ospedale. Abbiamo avuto – purtroppo sono sempre tanti - numeri bassi anche nella mortalità, purtroppo quelli che ci lasciano creano dolore nelle famiglie ma tutti si aspettavano di vedere la Calabria stesa davanti ai pronto soccorsi dei nostri ospedali, ma grazie a Dio abbiamo ancora una volta dimostrato, come fatto nel primo periodo di blocco totale, di essere riusciti a emergere e in tempi brevi».

Spirlì ha poi evidenziato: «In meno di 10 giorni siamo passati da zona rossa a zona gialla perchè ce lo meritavamo, perchè eravamo da zona gialla. Allora mi chiedo: non sarebbe il caso che il governo si rendesse conto della differenza territoriale che c'è in Italia e che quindi non può chiudere un territorio per come chiude l'altro? E soprattutto, bloccare per Comune significa che in un Comune da 3 milioni di persone ci si può muovere mentre invece ci sono 600-800 persone a esempio a Terranova Sappo Minulio che non possono arrivare fino a Taurianova. Mi sembra folle, davvero – ha concluso il presidente facente funzioni della Regione Calabria - mi sembra folle».

«I calabresi hanno dimostrato non solo la loro disponibilità ma un buon senso incredibile, che molto spesso in altre regioni invece non hanno dimostrato. I calabresi – ha proseguito Spirlì - hanno dimostrato che sanno tenere bene le briglie a questo cavallo impazzito. I nostri numeri sono davvero bassi, grazie a Dio e grazie al comportamento dei calabresi e grazie ai nostri sanitari».

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