Decreto Sanità, Oliverio: «Avvilente ricorso a bugie in Parlamento»

Il governatore ribadisce l’indisponibilità ad eventuali intese sui nomi dei commissari e aggiunge: «Provvedimento incongruo e inadeguato»

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di Redazione
30 maggio 2019
07:57
Regione, il presidente Oliverio
Regione, il presidente Oliverio

«Si è tentato di presentare il Decreto sulla Sanità in Calabria come un provvedimento di portata risolutiva dei problemi della Sanità calabrese ma, in realtà, esso ha il solo scopo di mettere le nomine dei Commissari delle Aziende sanitarie in capo al governo con la possibilità di derogare dalle norme e dalle regole previste per tutte le altre Regioni dell'Italia». Lo sostiene, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.

 

«Durante la discussione parlamentare - aggiunge Oliverio - è emerso quanto da noi evidenziato nel corso dell'audizione in commissione, ovvero l'incongruenza e l'assoluta inadeguatezza di un provvedimento che non contribuirà ad affrontare i problemi della Sanità calabrese ma contribuirà ad aggravarli. Ho evidenziato, inoltre, sin dal primo momento della pubblicazione del decreto sulla sanità in Calabria assunto dal governo l'evidente forzatura contenuta nella possibilità di derogare dall'elenco nazionale nelle nomine dei commissari nelle Aziende sanitarie calabresi. Ho immediatamente dichiarato la mia netta indisponibilità ad intese su nomi. Cosa che ho formalmente esplicitato in occasione della mia audizione nella commissione competente della Camera dei Deputati. In quella sede erano presenti anche deputati calabresi tra i quali la relatrice, on. Nesci. L'elenco dei nomi che mi è stato inviato dal Commissario della sanità calabrese, generale Cotticelli, è stato pubblicato dai mezzi di informazione nei giorni precedenti le elezioni europee». «Il ricorso alle bugie di fronte al Parlamento - conclude il governatore della Calabria - è davvero avvilente da parte di chi ha la responsabilità istituzionale del governo della Sanità e la dice lunga sui veri propositi che hanno portato a proporre questo decreto».

 

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