Di Maio a Catanzaro: «Siamo l'alternativa a chi ha governato producendo inchieste»

Il leader del Movimento 5 stelle Di Maio in Calabria per l'avvio della campagna elettorale in vista delle Regionali e la presentazione del candidato alla presidenza Francesco Aiello

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di Luana  Costa
13 dicembre 2019
21:23
Di Maio a Catanzaro
Di Maio a Catanzaro

Con notevole ritardo è arrivato a Catanzaro il leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio per avviare la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali in Calabria e per presentare il candidato alla presidenza, il docente dell'Università della Calabria Francesco Aiello.

«Non c'è niente di più folle che aspettarsi un risultato differente facendo la stessa scelta» - ha dichiarato Di Maio con riferimento alla tornata elettorale del 26 gennaio. «Il Movimento 5 stelle ha tenuto la barra dritta anche nelle elezioni più difficili e abbiamo rappresentato l'alternativa ad un modo di fare governo che ha prodotto inchieste. Non bisogna fare l'errore di pensare che cambiando le persone cambi il metodo di governare».


 

In riferimento all'ultima inchiesta sui rimborsi e sulle presenze nelle commissioni consiliari di Catanzaro Di Maio ha detto che «è uno schiaffo ai buoni amministratori e a tutti quei lavoratori che ogni giorno si svegliano per timbrare il cartellino. Però è necessaria responsabilità perché qualcuno lì ad amministrare ce li ha mandati. Aspettarsi che il cambiamento arrivi soltanto perché il Movimento è candidato è assurdo. Qui è necessario fare un operazione porta a porta per convincere le persone».

 

Quindi sul candidato: «Aiello è un professore universitario e potrebbe facilmente andare via. Chi rimane sia chiaro non è un eroe ma va quanto meno sostenuto. E questa gente resta qui, noi restiamo qui».

«Qui ci sono signori che spadroneggiano che passano da un colore politico all'altro. Ma la mia domanda è quanto spendono di campagna elettorale? Tutti i soldi come li recuperato? È così che si mettono in moto le consulenze, gli appalti e i posti nelle partecipate. Oggi la Calabria è apostrofata ingiustamente come simbolo della 'ndrangheta ma questa mattina hanno inquisito il presidente della Valle d'Aosta per commistioni con la criminalità organizzata.».

Giornalista
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