Reggio, dissesto di mezza estate: Falcomatà chiede sforzo politico

Adesso ci sarà tempo fino al 31 luglio per l'approvazione dei bilanci dei Comuni in pre-dissesto. Il sindaco della città dello Stretto si dice fiducioso e avverte: «Quando si parla di finanza degli Enti locali non si può ragionare con il pallottoliere»

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di Riccardo Tripepi
24 aprile 2019
16:01

Buone notizie per il Comune di Reggio Calabria e, più in generale, per i Comuni italiani in pre-dissesto. Proprio quando ormai a palazzo San Giorgio ci si preparava ad una possibile dichiarazione di default, con la giunta che era stata convocata per il prossimo 29 aprile alla vigilia della scadenza per l’approvazione del bilancio, arriva la nuova proroga.

A sancirla la Conferenza Stato-Città che ha accolto le richieste dell'Anci e disposto il rinvio al 31 luglio dell'approvazione dei bilanci preventivi per gli enti in pre-dissesto, interessati dalla pronuncia della Corte costituzionale del 14 febbraio scorso.

Positivo il commento del sindaco Giuseppe Falcomatà che si augura, però, che il tempo concesso per l’approvazione del bilancio venga utilizzato dal governo per approvare un decreto in grado di dare soluzioni definitive al problema che interessa moltissimi Comuni. Due mesi di proroga senza agire sui principi della sentenza della Consulta che ha ridotto i termini per il rientro dal debito da trenta a dieci anni, lascerebbe il tempo che trova e servirebbe soltanto ad aumentare l’agonia degli Enti.

 

«La proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità intervenute a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha reso inefficaci le rimodulazioni trentennali – spiega Giuseppe Falcomatà - Naturalmente ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti, ma il sottosegretario Laura Castelli, che sta dimostrando una proficua e costante attenzione alle esigenze rappresentate dai sindaci, ha espresso chiaramente l’intenzione di voler dare seguito già in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, al pacchetto di norme per i Comuni che, insieme ai sindaci e grazie alla positiva interlocuzione avviata con Anci, abbiamo condiviso».

Il sindaco poi spiega come da parte del governo serva uno sforzo politico volto a staccarsi da criteri meramente ragionieristici e teso a non abbandonare i cittadini al proprio destino.

«È chiaro – ha detto ancora Falcomatà - che quando si parla di finanza degli Enti Locali non si può ragionare con il pallottoliere, in gioco c’è una questione sociale che riguarda soprattutto le fasce più deboli della popolazione, alle quali i Comuni, attraverso i bilanci, erogano servizi essenziali senza i quali saremmo di fronte ad una vera e propria catastrofe sociale di caratura nazionale. E’ questa la base del ragionamento dalla quale partire e credo che su questo il Governo, a prescindere dal suo colore politico, non possa che comprenderne l’urgenza».

Da oggi, dunque, comincia la corsa contro il tempo per il Comune di Reggio Calabria per provare ad utilizzare tutti i mezzi possibili, compresi i canali di interlocuzione con il governo messi in piedi in questi ultimi mesi, per provare a trovare una soluzione. La più gettonata sarebbe quella che lo stesso premier Giuseppe Conte ha illustrato durante la conferenza stampa tenuta a proprio in riva allo Stretto al termine dei lavori del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto sanità per la Calabria.

 

Il governo sta valutando l’ipotesi di arrivare ad una via di mezzo tra l’originario termine dei 30 anni sul quale era stato stabilito di ripianare il debito del Comune e quello dei dieci anni fissato dalla Corte Costituzionale e confermato dall’interpretazione della Corte dei Conti. Venti anni potrebbe essere la linea di accordo per provare a salvare dal default non soltanto Reggio Calabria, ma anche i tanti comuni che hanno avviato le procedure del pre-dissesto.

La trattativa, insomma, andrà avanti nei prossimi mesi che serviranno al governo per elaborare la propria proposta. Naturalmente la tensione sul punto rimane altissima, considerato che le forze politiche nelle prossime settimane saranno impegnate in una dura campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo che sta mettendo a dura prova la tenuta del governo nazionale. Una potenziale crisi di governo, come quella che si sta paventando in questi giorni a causa degli scontri tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini potrebbe vanificare tutti gli sforzi messi in piedi fino a questo momento.

Giornalista
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