L’intervista

Europee, Mimmo Bevacqua: «Il Pd calabrese ha scontato mali antichi, risultato non straordinario ma di ottimo auspicio»

L'analisi del capogruppo regionale che parla di «un risultato inaspettato». Su Cosenza chiesta una maggiore partecipazione della comunità alla vita del partito mentre su Corigliano Rossano una ripartenza da zero

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di Massimo Clausi
15 giugno 2024
09:07
Pd, Mimmo Bevacqua
Pd, Mimmo Bevacqua

Il risultato record del Pd alle ultime Europee molto dipende dal Sud. Lo ha ammesso anche la segretaria Elly Schlein che nell’analizzare il voto ha commentato che i lusinghieri risultati nel Meridione dipendono molto dalle battaglie politiche dei dem contro l’autonomia differenziata, la difesa del reddito, le donne. Ne abbiamo parlato con Mimmo Bevacqua, capogruppo regionale del Pd.

Bevacqua come commenta questo voto europeo? 
«Nessuno può disconoscere lo straordinario risultato ottenuto dal Partito democratico e dalla sua segretaria nazionale. Un risultato inaspettato anche nel Mezzogiorno, che vede il Pd primo partito».


 La Schlein dice che questo exploit è frutto di tante battaglie, su tutte quella contro l’autonomia differenziata
«Non posso che essere d’accordo e che la riforma Calderoli sia nociva per il Paese ora se n’è accorto anche il presidente Occhiuto. Meglio tardi che mai verrebbe da dire. Ma al di là delle singole questioni il voto, a mio giudizio, dimostra anche quanto sia necessario oggi tenere insieme la visione nazionale del partito, attraverso l’individuazione di temi chiari e concreti, e la valorizzazione dei territori, con l'individuazione di candidature forti e radicate nelle rispettive realtà locali. L’elezione di tanti rappresentanti istituzionali dimostra anche l’importanza di valorizzare e responsabilizzare chi fatica e conosce umori e pulsazioni delle proprie realtà. Il grande merito della segretaria nazionale Schlein è stato proprio questo: garantire pluralità, mettere in campo esperienze della società civile e saper parlare con incisività e concretezza. Soprattutto, direi, sterilizzando tutte le correnti interne. Non c'era mai riuscito nessuno».

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 Fa bene a ricordare che il Pd è il primo partito nel Mezzogiorno, ma in Calabria non mi sembra che il risultato sia così esaltante…
«Non è straordinario. È di ottimo auspicio però. Subito dopo il responso elettorale ho definito il risultato calabrese incoraggiante rispetto al dato politico di più di un anno fa, quando il Pd ha avuto, nella mia provincia, un risultato inferiore. Se poi si tiene conto che in Calabria eravamo circondati da un governo regionale, con la sua gestione del potere asfissiante e dalla presenza radicata e candidature forti da parte di “Stati uniti d’Europa” e delle altre forze minori, si dovrebbero comprendere le difficoltà avute, soprattutto nella mia provincia».

 Il segretario Irto dice che tante cose sui territori non hanno funzionato…
«Nei luoghi deputati si affronteranno le questioni e si faranno le analisi approfondite sul perché in alcuni territori registriamo una difficoltà presente non da oggi, ma da molti anni. D’altronde il segretario regionale Irto ha già annunciato la convocazione di una prossima direzione per un'analisi del voto su Europee e amministrative. E vorrei rivolgere anche un ringraziamento ai tanti sindaci e amministratori locali che hanno contribuito a tale risultato e soprattutto ai miei colleghi consiglieri regionali per l’impegno profuso nei rispettivi territori di appartenenza».

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Come mai nessuno dei consiglieri regionali è sceso in campo?
«Su di me ci sono state tante insistenze e pressioni per la candidatura e ringrazio a tal proposito tutte le persone che si erano adoperate in tal senso a partire dal segretario regionale e dai miei colleghi regionali. Ma alla fine per motivi personali e valutazioni da me fatte ho declinato l'invito. Credo che lo stesso abbiano fatto i miei colleghi coinvolti».

Non si è pentito? Magari il risultato del partito sarebbe stato diverso e visti i dati con 40mila voti sarebbe stato il primo dei non eletti… 
«Del senno di poi son piene le fosse diceva qualcuno. Guardi in Calabria c’è tanto da fare alla Regione dove i cittadini hanno scelto di farsi rappresentare da me. Non ho mai guardato alla politica come raggiungimento di obiettivi personali, ma servizio al territorio. Per me Regione o Bruxelles è uguale. L’importante è lavorare per la comunità. E poi me lo lasci dire: ho fatto campagna elettorale come se fossi candidato in prima persona»

Torniamo alla sua provincia, che fa registrare il risultato più basso di tutti in Calabria. Ritiene che una discussione sulla Federazione provinciale bisogna aprirla? 
«Mi affido all’intelligenza politica del segretario provinciale per comprendere il da farsi. Bisogna lavorare per recuperare slancio e vitalità attraverso una maggiore partecipazione della comunità alla vita politica. È inutile ribadire quanto da me sostenuto più volte nell’ultimo periodo sulla gestione e sul governo del partito provinciale. Per quanto riguarda la città capoluogo il risultato è stato molto interessante e credo che sia arrivato il momento di recuperare il giusto equilibrio tra eletti ed elettori, limitando l'imperversare di quei pochi che, ormai da tempo, pur senza esprimere particolari aderenze nell'elettorato e, ancor di più, consenso e gradimento, continuano a condizionare le scelte non solo nel partito, ma anche nelle istituzioni. E lo fanno peraltro essendo fuori da tutto ormai da un pezzo. Credo che questa riflessione vada fatta con chiarezza sia nel partito che nel rapporto con il sindaco della città capoluogo che, se acquistasse una maggiore autonomia potrebbe benissimo allargare la sua sfera d’influenza politica oltre i ristretti confini della città capoluogo».

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 Nella terza città della Calabria, Corigliano Rossano, è stato un disastro…
«Mi meraviglio che oggi qualcuno metta in evidenza il dato europeo di Corigliano Rossano. Vorrei ricordare che già due anni fa alle Politiche il Pd aveva il 9% e alle regionali più o meno la stessa percentuale. Credo che chi ha avuto responsabilità nel governo del partito doveva già da allora intervenire sulle ragioni per le quali nella terza città della Calabria il Pd non riesce a decollare. Ora, se si vuole ripartire, mettiamo da parte analisi superficiali e puerili e affidiamo il partito ad un gruppo dirigente rinnovato e che segni una forte discontinuità con metodi e approcci del passato».

Il suo collega Iacucci in tv ha esultato per la vittoria di Stasi…
«Quando qualcuno oggi tenta di rivolgere accuse al collega Iacucci lo fa in malafede perchè il lavoro da lui svolto quanto meno ha consentito di eleggere un consigliere comunale, di piazzare una nostra bandierina in consiglio. Naturalmente a lui auguro buon lavoro per la città e per il partito».

Lei ha affermato con forza che alle amministrative Occhiuto ha accusato sconfitte importanti e che nella sua città alle Europee è andato male…
«Certo che è così, basta citare solo i comuni della mia provincia come Corigliano Rossano, Mirto, Rocca Imperiale e Villapiana, solo per citare quelli più importanti. In questi centri in cui il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha messo la faccia spendendosi in prima persona, l’esito delle urne è stato impietoso per il centrodestra che ha sonoramente perso il confronto elettorale. E non si può certo dire che Occhiuto abbia trionfato nelle urne europee -. E qui sì che il presidente si è speso molto. Ad eccezione di Reggio Calabria, regno incontrastato di Francesco Cannizzaro, dove Forza Italia ha davvero raccolto percentuali importanti, per il resto delle province e delle città capoluogo si è registrato tutt'altro che un successo per il partito del presidente di Regione. Basta soltanto citare Cosenza, la sua città. Qui Forza Italia è la quinta forza con una percentuale tra le più basse raggiunte in regione. Ed è la città del presidente di Regione, dove gioco o forza si concentra la maggior parte della sua forza e dei suoi legami politici».

Chiudiamo con una riflessione sul Pd in consiglio regionale. Qualcuno dice che la vostra attività di opposizione sia poco incisiva…
«Chi lo fa o è in malafede come qualvolta riscontro oppure non legge la tante proposte avanzate dal gruppo, le tante battaglie fatte in aula a partire dall’autonomia differenziata alla sanità sui temi ambientali e del lavoro, nonché le tante denunce fatte sulla mortificazione del ruolo del consiglio da parte di questa maggioranza. Consiglierei pertanto a questi amici di leggere il libro bianco prodotto dal gruppo del Pd per comprendere meglio il lavoro fatto».

Giornalista
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